TY  -  JOUR
AU  -  Crotti, Daniele
AU  -  D'Annibale, Maria Letizia
T1  -  Enteriti acute e protratte a eziologia microbica e virale: metodologia operativa e percorsi diagnostici clinico-microbiologici
PY  -  2007
Y1  -  2007-11-01
DO  -  10.1701/303.3578
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  98
IS  -  11
SP  -  553
EP  -  559
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/303.3578
N2  -  Riassunto. Vengono descritte le modalità operative per una razionale e finalizzata diagnostica delle enteriti acute e protratte comunitarie, con particolare attenzione alla discriminazione tra forme autoctone e diarree del viaggiatore o importate, con riferimento al 2005. Sono stati reclutati nell’indagine retrospettiva 381 soggetti, di cui 192 pediatrici e 189 adulti, per le forma acute, e 110 (16 e 94 rispettivamente) per le diarree protratte. Nel primo gruppo Salmonella prevalse nel’11,0% dei casi (10,9% nei bambini e 11,1% negli<BR>adulti); Campylobacter nel 9,2% (8,9% e 9,5% rispettivamente), mentre altri agenti patogeni batterici furono reperiti nel 3,2% dei casi (1,0% e 3,8%). Nel 29,5% e nel 6,2% dei soggetti pediatrici furono individuati rispettivamente Rotavirus e Adenovirus enterici. Protozoi patogeni furono reperiti nell’1,6% dei soggetti (0,5% e 2,7%). In tema di diarree protratte prevalsero le infezioni protozoarie, con il 6,4% di positività (6,3% dei bambini e<BR>6,4% degli adulti); tra le rarissime infezioni batteriche spicca l’8,5% di positività complessive per la tossina A di C. difficile. Si sottolinea la opportunità di ricercare sempre Salmonella, Shigella e Campylobacter con criteri colturali diversificati. Nei bambini con vomito<BR>(nelle enteriti acute non invasive) è necessario ricercare sempre Rotavirus, mentre nelle forme protratte è altrettanto utile ricercare la presenza di C. difficile, produttore di tossina A/B e procedere con le colorazioni opportune per identificare eventuali agenti protozoari. In base agli aspetti clinici e più ancora in base a quelli epidemiologici si può estendere la ricerca anche ad altri agenti patogeni, in misura delle risorse a disposizione.
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