TY  -  JOUR
AU  -  Frassini, Serena
AU  -  Giovannini, Donatella
AU  -  Biondi, Arianna
AU  -  Rocchi, Marco B.L.
AU  -  Rasori, Stefania
AU  -  Nardella, Nicola
AU  -  Capalbo, Maria
T1  -  Nomofobia e le dimensioni dell’ansia da connessione:
uno studio cross-sectional tra studenti e infermieri
PY  -  2021
Y1  -  2021-09-01
DO  -  10.1701/3658.36423
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  112
IS  -  9
SP  -  587
EP  -  593
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3658.36423
N2  -  Introduzione. La nomofobia, forma di dipendenza comportamentale, è la paura incontrollata, il timore ossessivo di rimanere disconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile. L’uso eccessivo dello smartphone durante i momenti di assistenza, fonte di distrazione e di potenziali errori, figura tra i primi dieci rischi correlati all’impiego delle tecnologie in ambito sanitario. Lo studio ha lo scopo di indagare la presenza di nomofobia tra infermieri e studenti del Corso di Laurea in Infermieristica e le eventuali differenze in base al genere, alla fascia di età e all’anzianità lavorativa. Metodi. Studio quantitativo descrittivo cross-sectional condotto presso l’Università Politecnica delle Marche e i reparti di degenza dell’Azienda Ospedali Riuniti Marche Nord; il questionario NMP-Q (Nomophobia Questionnaire) è stato somministrato a un campione non probabilistico di infermieri e studenti di Infermieristica. I dati sono stati analizzati utilizzando misure di statistica descrittiva e inferenziale non parametrica. Risultati. Sono stati restituiti interamente compilati 280 questionari, 141 per studenti e 139 per infermieri. Il livello medio di nomofobia tra studenti e infermieri è risultato moderato e sovrapponibile (M=79,9 vs 79,3, p>0,05), senza differenze di genere e per anno di corso (p>0,05); per gli infermieri lo score è più elevato nel genere maschile (M=89,8 vs 76,0, p=0,037), negli under 30 (M=72,0) e over 50 anni (M=83,1, p=0,021). Il confronto tra i due gruppi evidenzia percentuali più alte di nomofobici di grado moderato tra gli studenti (+17pp), di grado lieve e severo tra gli infermieri (+8,2pp, +7,4pp), senza significative differenze di genere. Conclusioni. Nell’ottica di una corretta gestione del rischio il livello di nomofobia riscontrato in entrambi i gruppi non è da sottovalutare. Questo studio evidenzia l’importanza di presidiare il fenomeno, adottando politiche di informazione e sensibilizzazione rivolte al personale sanitario già dalla formazione universitaria: fattori distraenti associati al sovrautilizzo dello smartphone in ambito lavorativo rendono gli infermieri, in particolare i neolaureati e con minore expertise, più vulnerabili e maggiormente esposti al rischio di errore.
ER  -   
