TY  -  JOUR
AU  -  Pontiggia, Martina
AU  -  Di Pierro, Rossella
AU  -  Madeddu, Fabio
AU  -  Calati, Raffaella
T1  -  Sopravvivere al suicidio di una persona cara: impatto e interventi di supporto per i sopravvissuti (postvention)
PY  -  2021
Y1  -  2021-11-01
DO  -  10.1701/3696.36851
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  112
IS  -  11
SP  -  728
EP  -  741
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/06/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3696.36851
N2  -  Il suicidio è un problema di salute pubblica che ha importanti conseguenze anche sulle persone che sopravvivono al suicidio di una persona cara (suicide loss survivors). Il lutto per suicidio può causare sofferenza intensa e una sintomatologia significativa che necessita di un trattamento specifico (postvention). Molti Paesi hanno incluso il postvention nella loro politica di prevenzione del suicidio. Il presente lavoro è una revisione narrativa della letteratura che ha lo scopo di descrivere l’esperienza dei survivor, le problematiche che possono essere associate a quest’esperienza e gli interventi più adeguati per poter diminuire la loro sofferenza e facilitare l’elaborazione del lutto. Metodo. Revisione narrativa della letteratura scientifica peer reviewed (PubMed, PsycINFO), di libri concernenti il tema del lutto, del suicidio e del postvention e delle linee guida attualmente presenti relative al postvention. Risultati. I sopravvissuti al suicidio di un proprio caro possono avere un maggiore rischio di sviluppare patologie psichiatriche e, in particolare, disturbo da stress post-traumatico, disturbi depressivi, ansia e abuso di sostanze; un maggiore rischio di suicidio; un aumento dei disturbi fisici; e una maggiore probabilità di sviluppare un disturbo da lutto persistente complicato. Rispetto al postvention, risultano fondamentali due tipi di interventi per i survivor. Un primo intervento immediato, sul posto, che include: una specifica formazione del medico legale e della polizia; indirizzare adeguatamente i sopravvissuti ai servizi di supporto; fornire un sostegno proattivo e pratico; svolgere l’autopsia psicologica. Il secondo intervento è a lungo termine e può declinarsi in diversi modi: la terapia che risulta più efficace per i survivor è la Complicated Grief Therapy, ma in generale emerge la necessità di una specifica formazione del clinico che si occupa dei survivor a una psicoterapia individuale. Altri interventi che risultano efficaci sono: il paradigma della scrittura; una psicoterapia di gruppo; gruppi di sostegno. Conclusioni. Sembra essere opportuna l’adozione di un approccio di salute pubblica orientato al postvention al fine di adattare l’erogazione di tale servizio alle esigenze dei suicide loss survivor e di allineare il postvention ai programmi di prevenzione del suicidio.
ER  -   
