TY  -  JOUR
AU  -  Calabria, Silvia
AU  -  Piccinni, Carlo
AU  -  Ronconi, Giulia
AU  -  Dondi, Letizia
AU  -  Pedrini, Antonella
AU  -  Addesi, Alice
AU  -  Esposito, Immacolata
AU  -  Gensini, Gianfranco
AU  -  Martini, Nello
T1  -  Ablazione transcatetere nei pazienti ricoverati con diagnosi di fibrillazione atriale: real-world evidence da database amministrativi sanitari italiani
PY  -  2021
Y1  -  2021-11-01
DO  -  10.1701/3696.36854
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  112
IS  -  11
SP  -  757
EP  -  765
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/20
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3696.36854
N2  -  Introduzione. L’ablazione transcatetere (AT) è indicata nella fibrillazione atriale (FA) sintomatica parossistica/persistente in alternativa agli antiaritmici dopo fallimento o intolleranza, oppure in prima linea in casi limitati. Questo studio ha descritto i pazienti con FA sottoposti ad AT e non, dal punto di vista del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Metodi. Dai dati amministrativi sanitari del database ReS (Ricerca e Salute), tra il 2016 e il 2017 i pazienti con diagnosi principale/secondaria di FA (data indice) sono stati suddivisi in due coorti per presenza/assenza di AT nella stessa scheda di dimissione ospedaliera. Queste sono state caratterizzate per genere, età e comorbilità. In termini di consumi (DDD) di antiaritmici, anticoagulanti, antiaggreganti e antipertensivi, le ospedalizzazioni per FA, ictus emorragico/emorragie intracraniche, ictus ischemico/attacco ischemico transitorio, sanguinamenti maggiori extracranici e scompenso cardiaco, le prestazioni specialistiche ambulatoriali erogate e i costi assistenziali a carico del SSN sono stati valutati nel periodo di osservazione. Risultati. Dei più di 5 milioni di abitanti nel database ReS per il 2016-2017, 33.940 sono stati ricoverati per FA, di cui 990 (2,9%) sottoposti ad AT nello stesso ricovero indice (32.950 senza AT). La coorte con AT è maggiormente maschile (66,8%; 48,5% senza AT), di età media (±DS) 65±12 (78±11 senza AT) e in prevalenza con una comorbilità nel pregresso (≥3 nei pazienti senza AT). I betabloccanti sono stati i farmaci più prescritti a entrambe le coorti in tutto il periodo di osservazione, seguiti da antiaritmici ai pazienti con AT e dagli anticoagulanti orali diretti a quelli senza AT. Il 29,7% dei pazienti con AT è stato ricoverato per cause cardiovascolari di interesse nell’anno pregresso (7,4% senza AT) e il 93,4% nel primo di follow-up (29,7% senza AT). L’80-90% delle coorti si è affidato alla specialistica ambulatoriale: elettrocardiogramma e visita cardiologica al 62,5% e 31,1% della coorte con AT (39,5% e 13% senza AT) nel primo anno di follow-up. In media, il SSN ha speso per paziente di entrambe le coorti circa € 4000 nel pregresso e € 10.000 nel primo anno di follow-up, mentre poco più € 3000 e di € 4000 per quelli con e senza AT nel secondo anno. Almeno il 50% della spesa è stata determinata dalle ospedalizzazioni, seguite da farmaceutica e specialistica ambulatoriale. Conclusioni. Questo studio conferma un monitoraggio subottimale post-AT.
ER  -   
