TY  -  JOUR
AU  -  Musicco, Felice
AU  -  Fulgenzio, Chiara
AU  -  La Malfa, Antonia
AU  -  Ferraresi, Virginia
AU  -  Carpano, Silvia
AU  -  Giannarelli, Diana
AU  -  Lasala, Ruggero
T1  -  Immunoterapia con nivolumab e pembrolizumab nel melanoma in fase avanzata non resecabile o metastatico: studio osservazionale in real-life di farmacoutilizzazione
PY  -  2021
Y1  -  2021-12-01
DO  -  10.1701/3710.37002
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  112
IS  -  12
SP  -  792
EP  -  801
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3710.37002
N2  -  Introduzione. In Italia i due anticorpi monoclonali nivolumab e pembrolizumab, per l’indicazione “melanoma avanzato (non resecabile o metastatico) negli adulti”, sono sottoposti a registro di monitoraggio AIFA: hanno identici criteri di eleggibilità al trattamento e sono indicati fino a fallimento per progressione o tossicità; hanno inoltre subito modifiche di dosaggio passando dalla dose pro/kg alla dose flat. In questo studio osservazionale abbiamo voluto indagare la real world time to treatment discontinuation (rwTTD), che rappresenta il tempo tra la data di inizio e la data di fine di un trattamento, i trattamenti brevi, le sospensioni con ripresa di terapia e le modifiche di dose. Metodi. Sono stati arruolati i pazienti che hanno iniziato un trattamento con nivolumab o pembrolizumab afferenti agli Ambulatori di oncologia medica degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma nel periodo compreso tra lo 01/01/2016 e il 31/12/2018. I pazienti in studio sono stati seguiti fino al 31/01/2021. I dati sono stati raccolti dal registro di monitoraggio dell’AIFA e dai software di gestione ed erogazione delle terapie. È stato utilizzato il metodo di Kaplan-Meier per la stima della rwTTD, e le differenze tra sottogruppi del campione sono state valutate mediante il Log-Rank Test. Risultati. I pazienti arruolati nel periodo in studio sono 123. La rwTTD è di 11,67 mesi (IC 95%: 7,93-17,27). In media circa un paziente su cinque ha interrotto la terapia prima dei 2 mesi. I trattamenti sospesi per almeno 45 giorni consecutivi e poi ripresi sono stati il 47,6%, con una rwTTD pari a 26,4 mesi (IC 95%: 17,3-43,6), significativamente superiore (p=0,008) rispetto ai trattamenti che hanno subito interruzioni minori o uguali a 45 giorni (rwTTD=8,4 mesi) (IC 95%: 4,3-17,1). I cambi di dosaggio di nivolumab da pro/kg a dose flat hanno riportato variazioni percentuali, in milligrammi/ciclo ricevuti dai pazienti rispetto alla precedente, comprese tra -23,8% e +56,9%, media +7,2%. Nel caso di pembrolizumab, il passaggio alla dose flat ha portato a variazioni comprese tra +22% e +81,8%, media +39,9%. Discussione e conclusioni. I pazienti che interrompono temporaneamente il trattamento risultano avere una rwTTD mediana tripla rispetto a quelli che interrompono definitivamente e che hanno almeno 45 giorni di terapia. In altri studi è stato supposto che i pazienti con una risposta immunologica ed effetti collaterali, presentano poi PFS e OS superiori a chi non presenta effetti collaterali. Si conferma l’importanza della gestione delle tossicità e la raccomandazione a riprendere poi il trattamento laddove possibile. È stato rilevato un notevole incremento della dose somministrata ai pazienti in base al passaggio alla dose flat, soprattutto per pembrolizumab.
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