TY  -  JOUR
AU  -  Florio, Massimo
T1  -  Scienza e disuguaglianza sociale. Come superare la privatizzazione della conoscenza
PY  -  2022
Y1  -  2022-01-01
DO  -  10.1701/3733.37178
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  113
IS  -  1
SP  -  15
EP  -  17
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3733.37178
N2  -  Si è creata una tensione fra politiche pubbliche che favoriscono l’appropriazione della conoscenza da parte delle imprese private e la necessità di contrastare la crescente diseguaglianza nelle nostre società. Meccanismi redistributivi dei redditi ex post sono inefficaci dato che riguardano principalmente le posizioni relative di chi percepisce redditi di lavoro, mentre al cuore della diseguaglianza vi è la sperequazione fra redditi di lavoro e redditi di capitale (talvolta travestiti da remunerazione dei manager). Politiche ex post della concorrenza sembrano pure inefficaci e inefficienti. I cittadini in larga misura finanziano con le imposte la produzione di conoscenza attraverso la spesa pubblica per la ricerca scientifica, per l’istruzione, per il sostegno diretto e indiretto alla R&S delle imprese. A fronte di questi costi sociali, i benefici finiscono con l’essere catturati in larga misura nella forma di valorizzazione del capitale di imprese oligopolistiche private. Una possibile soluzione di questo problema sarebbe nel riscoprire l’idea dell’impresa pubblica e ibridarla con quella di infrastruttura di ricerca: un nuovo tipo di impresa come polo della creazione di conoscenza. Questo tipo di organizzazione dovrebbe gestire come proprietà sociale il capitale intangibile derivante dalla ricerca pubblica in alcuni campi, creando un portafoglio di progetti i cui ritorni alimentino un fondo destinato sia a reinvestire nella stessa ricerca sia a realizzare programmi sociali di promozione dell’uguaglianza nell’accesso alle nuove conoscenze. Nuove imprese pubbliche europee di questo tipo potrebbero promuovere le innovazioni dirompenti nei farmaci e nei vaccini, nell’energia e nella produzione sostenibile, nelle piattaforme digitali restituendole dal pubblico al pubblico, dal cittadino contribuente al cittadino utente, senza l’intermediazione degli oligopoli.
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