TY  -  JOUR
AU  -  Parisi, Giuseppe
AU  -  Kurotschka, Peter K.
T1  -  Dalla medicina basata sulle evidenze
alla decisione condivisa con il paziente:
come gestire l’incertezza nella pratica clinica
PY  -  2022
Y1  -  2022-05-01
DO  -  10.1701/3803.37892
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  113
IS  -  5
SP  -  305
EP  -  316
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3803.37892
N2  -  In sanità l’incertezza, lungi dall’essere un evento eccezionale, è sempre presente. Il concetto è stato definito come incapacità di decidere, data dalla percezione soggettiva dell’ignoranza, una meta-ignoranza. L’ignoranza è spesso vista come inaccettabile nel contesto sanitario, che sembra, invece, richiedere certezze, prove inequivocabili che consentano previsioni esatte, e conseguenti decisioni professionali che non lascino spazi a dubbi. Per questo il professionista chiamato a prendere decisioni può essere portato ad assumere atteggiamenti di avversione o di negazione dell’incertezza, e a rifugiarsi, invece, in false certezze. In questa rassegna, esaminiamo il dibattito teorico degli ultimi decenni e le attuali evidenze sulla gestione dell’incertezza nella pratica clinica, in particolare nella consultazione delle cure primarie. Le situazioni cliniche possono essere rappresentate come costituite da un nucleo di rischio, con una probabilità di esito nota. Questo nucleo di rischio noto è circondato da una nuvola di incertezza, che è tanto più ampia, quanto più è vaga e imprecisa l’informazione clinica. Questa nuvola di incertezza deve essere tenuta sempre presente, poiché influenza in modo significativo le probabilità dell’esito. Gli operatori sanitari possono affrontare al meglio le situazioni cliniche assumendo un atteggiamento “ecologico”, allargando le proprie prospettive dalla malattia al paziente e dal paziente al suo contesto, potendo utilizzare sia modelli decisionali analitici sia modelli più intuitivi. Delineiamo quelle strategie particolarmente utili per prendere decisioni in situazioni di incertezza, come le euristiche veloci e frugali, comprese le strategie diagnostiche e terapeutiche come le reti protettive (safety netting) e il test del tempo, e quelle che utilizzano le sensazioni istintive in modo complementare (sensazioni di pancia o gut feelings). Inoltre, sottolineiamo l’importanza, nella gestione dell’incertezza clinica, di coinvolgere i pazienti nel processo decisionale. Questo per due ragioni. Una di ordine etico – i pazienti hanno sempre il diritto di essere coinvolti – e una di ordine pratico – prendere in considerazione le preferenze dei pazienti può dare un contributo al ragionamento clinico. In tal senso, maggiore è l’incertezza, maggiore è la necessità del coinvolgimento dei pazienti nella decisione. Concludiamo, infine, questo lavoro mostrando come la comunicazione dell’incertezza ai pazienti possa essere uno strumento che favorisce la costruzione e il mantenimento di un buon rapporto medico-paziente, basato su responsabilità, fiducia e rispetto.
ER  -   
