TY  -  JOUR
AU  -  Grassi, Oriella
AU  -  Oleari, Francesco
AU  -  Citterio, Chiara
AU  -  Bontini, Salvatore
AU  -  Gozzo, Corrado
AU  -  Premoli, Jessica
AU  -  Mezzi, Maria Pia
AU  -  Roscio, Stefano
AU  -  Muroni, Monica
AU  -  Cremona, Gabriele
AU  -  Biasini, Claudia
AU  -  Mordenti, Patrizia
AU  -  Cavanna, Luigi
T1  -  Cure a casa: posizionamento di dispositivo venoso a domicilio per pazienti non autonomi durante la pandemia covid-19.
Da attività in emergenza a pratica routinaria
PY  -  2022
Y1  -  2022-11-01
DO  -  10.1701/3907.38894
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  113
IS  -  11
SP  -  669
EP  -  673
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3907.38894
N2  -  Introduzione. Molti pazienti necessitano di dispositivi venosi per terapie infusive. Tali dispositivi sono applicati da personale specializzato, infermieri e medici in ambito ospedaliero, a pazienti ospedalizzati o ambulatoriali. Durante la pandemia covid-19, molti pazienti non autonomi o allettati hanno presentato notevoli difficoltà a raggiungere gli ospedali per mancanza di ambulanze, in quanto la maggior parte di esse era destinata al trasporto urgente di malati covid-19. Per superare tale ostacolo è stato organizzato un servizio che permettesse il posizionamento del dispositivo venoso al domicilio dei malati. Metodi. Nell’Azienda Sanitaria di Piacenza nel 2012 è stato creato un gruppo infermieristico afferente al Dipartimento di onco-ematologia, specializzato nel posizionamento di dispositivi venosi sotto guida ecografica: il vascular access devices (VAD)-team. Durante la pandemia covid-19 per rispondere ai bisogni dei malati oncologici, che necessitavano di dispositivi venosi, è stata organizzata una nuova modalità che prevede la possibilità che infermieri del VAD-team, previa richiesta del medico curante, possano recarsi al domicilio del malato e posizionare il dispositivo venoso sotto guida ecografica, con la stessa modalità utilizzata in ospedale. Endpoint primario: adeguatezza del dispositivo per permettere la terapia pianificata. Endpoint secondario: complicanze del dispositivo. Risultati. Il posizionamento del VAD a domicilio è iniziato per i pazienti oncologici e si è poi esteso ad altri pazienti; dal mese di marzo 2020 al 31 dicembre 2020 e dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021 sono stati posizionati a domicilio cateteri venosi tipo midline in 118 e 134 pazienti rispettivamente. L’età media dei pazienti era di 88 anni, donne per oltre il 66%. Le malattie di base risultavano essere neurologiche (oltre 60%) e oncologiche (oltre 25%). Il dispositivo ha permesso di attuare il trattamento pianificato nel 94% dei pazienti. Le complicanze riportate sono state dislocazioni (<1%) e trombosi (<2%). Discussione e conclusioni. Durante la pandemia covid-19 si è attivata e consolidata la possibilità di posizionare il dispositivo venoso a domicilio per persone non autonome allettate, permettendo così di far risparmiare tempo e denaro al paziente e al caregiver e di non impegnare ambulanze che potevano così essere disponibili per urgenze. Visti i risultati favorevoli riportati in questo studio tale modalità di posizionamento del dispositivo venoso a domicilio iniziata in emergenza è diventata ora pratica routinaria per malati non autonomi e che necessitano di essere trasportati con ambulanza.
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