TY  -  JOUR
AU  -  Gristina, Giuseppe R.
T1  -  Verso la revisione del Codice di deontologia medica: 
riflessioni di un estremista
PY  -  2023
Y1  -  2023-02-01
DO  -  10.1701/3966.39448
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  114
IS  -  2
SP  -  86
EP  -  93
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/20
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3966.39448
N2  -  Nel novembre 2022 la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri ha iniziato la revisione del Codice di deontologia medica (Cdm) la cui precedente edizione risale al 2014. I medici italiani devono ancora affrontare le sfide scientifiche, etiche ed economiche che, unite a quelle poste dalla pandemia da Sars-CoV-2 all’intero Sistema sanitario nazionale, sono alla base dell’attuale crisi della professione medica – la cosiddetta “questione medica”. In questo difficile contesto, al medico è richiesto anche di sviluppare nuove competenze tecnologiche, una completa aderenza alla medicina delle evidenze, una nuova visione deontologica di sé in rapporto alle altre professioni sanitarie con le conseguenti, radicali modifiche dell’organizzazione delle prassi cliniche in un’ottica di responsabile gestione delle risorse. In breve, ciò che oggi è richiesto al medico è di ripensare al significato di scienza, etica, economia e sanità pubblica e di operare nuove e più adeguate mediazioni tra le istanze di cui sono portatrici queste diverse discipline. Lo scopo principale del Cdm consiste nel fornire ai medici le norme deontologiche dell’agire clinico al passo con le trasformazioni in corso nella medicina e nella società, ai cittadini e alle istituzioni le necessarie garanzie riguardo alle funzioni di competenza scientifica, di tutela dei diritti fondamentali della persona malata e di presidio della salute pubblica nel rispetto dei principi costituzionali. Tenendo conto di questo assunto e della crisi della professione medica sopra menzionata, almeno le linee generali per una sua soluzione avrebbero dovuto essere tracciate prima di avviare la revisione del Cdm al fine di assicurare la necessaria coerenza tra i contenuti che dovrebbero concorrere a definire la nuova funzione sociale del medico e la sua sistematizzazione codicistica. Tuttavia questo approccio per gradi non è stato considerato. Affinché la revisione del Cdm si potesse sviluppare in una reale prospettiva di progresso della categoria e in modo aderente alla complessità del contesto, sarebbero state necessarie vere e proprie consultazioni preliminari, sistematiche e metodologicamente appropriate per conoscere, valorizzare e bilanciare tutte le diverse posizioni, permettendo ai medici di essere essi stessi responsabili del loro cambiamento. Purtroppo anche questa possibilità non è stata considerata.
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