TY  -  JOUR
AU  -  Meschi, Michele
AU  -  Detrenis, Simona
AU  -  Savazzi, Giorgio
T1  -  La nefropatia da mezzi di contrasto iodati. Attuali evidenze e proposte per un consenso scientifico
PY  -  2008
Y1  -  2008-03-01
DO  -  10.1701/339.3959
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  99
IS  -  3
SP  -  155
EP  -  162
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/339.3959
N2  -  L’utilizzo crescente di nuovi mezzi di contrasto iodati nelle procedure diagnostico-interventistiche in ambito radiologico e cardiologico ha permesso la significativa riduzione, ma non l’azzeramento, dell’incidenza di nefropatia da mezzi di contrasto (contrast-induced nephropathy, CIN), definita come incremento dei valori di creatininemia di almeno 0,5 mg/dL rispetto a quelli basali nelle 48-72 ore successive alla somministrazione dell’agente iodato, in assenza di altre cause. Alla luce delle più recenti evidenze, prendiamo in esame i fattori eziopatogenetici che potrebbero sottostare a tale quadro clinico-laboratoristico, che attualmente si colloca al terzo posto fra le cause di insufficienza renale acuta insorta in ambito ospedaliero. Se da un lato appare probabile che all’iniezione di mezzi di contrasto facciano seguito alterazioni dell’emodinamica renale ed un effetto citotossico diretto sul nefrone, dall’altro non esiste un consenso univoco circa le direttive di prevenzione del danno, se non sulla necessità di un’adeguata idratazione dei pazienti da sottoporre a procedure a rischio.
ER  -   
