TY  -  JOUR
AU  -  Leonetti, Gastone
AU  -  Cuspidi, Cesare
T1  -  Ruolo della pressione arteriosa diastolica nel paziente iperteso in trattamento. Recenti acquisizioni da studi osservazionali e trial randomizzati
PY  -  2008
Y1  -  2008-04-01
DO  -  10.1701/340.3962
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  99
IS  -  4
SP  -  191
EP  -  199
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/340.3962
N2  -  Numerosi studi epidemiologici osservazionali hanno evidenziato che tanto più bassa e la pressione arteriosa tanto è minore il rischio cardiovascolare. Studi di intervento farmacologico in pazienti con ipertensione-sistodiastolica o sistolica isolata hanno dimostrato che il trattamento antipertensivo abbassa la incidenza degli eventi cardiovascolari: resta tuttavia da definire quale sia il miglior livello da raggiungere. Studi osservazionali ed analisi secondarie di grandi trial randomizzati, hanno mostrato che i pazienti ipertesi in trattamento, con pressione diastolica al disotto di determinati livelli hanno una maggiore incidenza di decessi e di eventi cardiovascolari. La analisi di studi su popolazioni diverse di ipertesi e con protocolli differenti hanno evidenziato risultati non univoci ed hanno fatto ipotizzare tre possibili meccanismi responsabili della riduzione diastolica: 1) eccesso di trattamento antipertensivo; 2) coesistenza di una malattia sottostante; 3) espressione di una aumentata rigidità dell’aorta e delle grandi arterie. I diversi studi suggeriscono che i valori diastolici inferiori a 70-80 mmHg, indipendentemente dal meccanismo responsabile, possano comportare un aumento del rischio cardiovascolare e che pertanto, dal punto di vista clinico, vi deve essere estrema cautela nel tentativo di forzare la terapia antipertensiva, anche se la pressione sistolica non è stata ancora normalizzata.
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