TY  -  JOUR
AU  -  Traversa, Giuseppe
T1  -  Proteggere il lavoro degli esperti
PY  -  2023
Y1  -  2023-04-01
DO  -  10.1701/4009.39883
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  114
IS  -  4
SP  -  183
EP  -  184
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4009.39883
N2  -  Durante i mesi più preoccupanti della pandemia Covid-19, le Regioni e le Province Autonome italiane sono state classificate in quattro aree indicate da diversi colori – rosso, arancione, giallo e bianco – corrispondenti a tre scenari di rischio, determinando in questo modo misure restrittive di diversa entità. La Procura del tribunale di Bergamo – una delle città più colpite dall’emergenza sanitaria – ha chiuso una prima indagine affermando che la mancata istituzione della zona rossa avrebbe causato la diffusione dell’epidemia in una valle della Lombardia con un significativo incremento della mortalità evitabile qualora le misure restrittive fossero state disposte tempestivamente. L’accusa è un’occasione per una riflessione sul ruolo degli esperti e sui rischi di errore nel processo decisionale. Le scelte fatte durante la pandemia sono state spesso assunte in condizioni di incertezza: le politiche sanitarie hanno bisogno di esperti che si assumano la responsabilità di prendere decisioni complesse, rischiose, ma le decisioni complesse e rischiose sono anche quelle per le quali è più probabile che, a posteriori, si arrivi a verificare che su qualche aspetto possa essere stato commesso un errore, o non essere stata fatta la scelta migliore. Spingendo i tecnici a sottrarsi alle valutazioni rischiose, a fare quelle valutazioni rimarranno solo i non competenti.
ER  -   
