TY  -  JOUR
AU  -  Schiavo, Daniela
AU  -  Cumo, Arturo
AU  -  Nocerino, Davide
AU  -  Monaco, Federica
AU  -  Cascella, Marco
T1  -  Il “corpo di dolore”. 
L’esperienza del dolore nel paziente oncologico
PY  -  2023
Y1  -  2023-07-01
DO  -  10.1701/4062.40459
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  114
IS  -  7
SP  -  410
EP  -  413
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4062.40459
N2  -  Nella malattia oncologica emerge una definizione di dolore come sofferenza totale, caratterizzata dal coinvolgimento simultaneo di più dimensioni (corporea, cognitiva, emotiva, familiare, sociale e culturale) tenute insieme da un legame di reciproca interdipendenza. Il dolore oncologico è pervasivo, investe ogni ambito di vita del soggetto; la stessa modalità di relazione dell’individuo con il mondo si modifica, così come la percezione del tempo: il dolore oncologico costringe l’esistenza in un presente immobile dominato dall’angoscia e dalla precarietà. Esso minaccia il senso dell’identità personale ed estende la sua influenza all’intero sistema relazionale in cui il paziente è inserito. Il dolore del singolo coinvolge il sistema familiare nella sua totalità: le esigenze, le priorità, i ritmi, le modalità di comunicazione e di relazione familiare si modificano per far fronte all’emergenza patologica. Stretta è la relazione tra dolore ed emozioni, il dolore oncologico sollecita vissuti emotivi potenti che esercitano un’influenza notevole sulla modalità con cui il dolore viene sperimentato e gestito dal paziente. Oltre agli aspetti emotivi, fattori cognitivi concorrono a caratterizzare l’esperienza algica: ogni individuo possiede un insieme di credenze, convinzioni, aspettative, modi di intendere il dolore costruiti a partire dalle sue esperienze di vita in riferimento al suo specifico contesto socioculturale di appartenenza. Conoscere questi aspetti è fondamentale nella pratica clinica in quanto essi modulano l’esperienza del dolore e la conseguente modalità di adattamento alla malattia, con ricadute importanti sul funzionamento e la qualità di vita del paziente. A partire dalla natura multicomponenziale del fenomeno del dolore oncologico l’approccio al suo studio e al suo trattamento non può che essere integrato e multidimensionale e prevedere l’attivazione di un setting flessibile orientato a una presa in carico globale del paziente riconosciuto nella totalità dei suoi bisogni biopsicosociali. Riconoscere la persona oltre al sintomo è la vera sfida che va colta nello spazio autentico di una relazione che nutre e che sostiene, percorrendo insieme al paziente l’esperienza del dolore nella direzione della consolazione e della speranza.
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