TY  -  JOUR
AU  -  Stafoggia, Massimo
AU  -  de’ Donato, Francesca
AU  -  Michelozzi, Paola
AU  -  Viegi, Giovanni
AU  -  Maio, Sara
AU  -  Gariazzo, Claudio
AU  -  a nome del Gruppo collaborativo BIGEPI
T1  -  Effetti acuti dell’inquinamento atmosferico e delle temperature estreme sulla mortalità causa-specifica in Italia. 
Risultati del progetto BIGEPI
PY  -  2023
Y1  -  2023-07-01
DO  -  10.1701/4062.40463
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  114
IS  -  7
SP  -  441
EP  -  446
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4062.40463
N2  -  Introduzione. L’inquinamento atmosferico e le temperature estreme sono stati associati a molteplici effetti sanitari avversi, soprattutto sugli apparati cardiovascolare e respiratorio. Le evidenze di una relazione tra esposizioni giornaliere e mortalità per cause metaboliche, nervose e mentali sono ancora da consolidare. L’obiettivo di questo studio è indagare l’associazione tra esposizioni giornaliere a particolato fine (PM2.5) e temperature estreme (caldo e freddo) con la mortalità causa-specifica dell’intera popolazione italiana. Metodi. Gli esiti di salute sono i conteggi giornalieri dei decessi per cause naturali, cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, nervose, mentali e per diabete, a livello comunale (dati Istat), per il periodo 2006-2015. Attraverso l’applicazione di modelli di machine learning basati su dati satellitari e variabili spaziotemporali, sono stati stimati i valori giornalieri di PM2.5 (2013-2015) e di temperatura dell’aria (2006-2015) pesati per popolazione, per tutti i comuni italiani. Sono stati applicati modelli di serie temporali aggiustati per trend stagionali e di lungo periodo per stimare l’associazione tra le esposizioni e le diverse cause di decesso a livello nazionale. Risultati. Lo studio ha riscontrato un effetto molto marcato del PM2.5 sui decessi per cause nervose, con un incremento di rischio (IR%) pari a 6,55% per incrementi di PM2.5 di 10 μg/m3 (intervallo di confidenza - IC 95%: 3,38%-9,81%). Lo studio ha inoltre evidenziato effetti significativi delle basse e delle alte temperature su tutti gli esiti in studio. Gli effetti sono maggiori per le elevate temperature. In particolare gli effetti del caldo, espressi come incremento percentuali di rischio per incrementi di temperatura dal 75° al 99° percentile, mostrano associazioni massime con la mortalità per cause nervose (IR%: 58,3%; IC95%: 49,7%-67,5%), cause mentali (IR%: 48,4%; IC95%: 40,4%-56,9%), respiratorie (IR%: 45,8%; IC95%: 39,7%-52,1%) e malattie metaboliche (IR%: 36,9%; IC95%: 30,6%-43,5%). Discussione. Lo studio ha evidenziato una forte associazione tra l’esposizione giornaliera al PM2.5 e alle temperature estreme, soprattutto quelle calde, e la mortalità, evidenziando in particolare l’effetto anche su cause di mortalità meno studiate, quali il diabete, le malattie metaboliche, nervose e mentali.
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