TY  -  JOUR
AU  -  Campi, Rita
AU  -  Bonati, Maurizio
T1  -  Migrare per essere uguali
PY  -  2023
Y1  -  2023-09-01
DO  -  10.1701/4088.40785
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  114
IS  -  9
SP  -  486
EP  -  490
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4088.40785
N2  -  Un accesso equo all’assistenza sanitaria è fondamentale per garantire il diritto umano alla salute per tutti. Tuttavia, la possibilità di utilizzare in modo appropriato le risorse del Servizio sanitario nazionale (per esempio per accedere all’ospedale) differisce sostanzialmente tra le regioni italiane. È una situazione, fonte di disuguaglianza, nota da tempo e che a tutt’oggi non ha trovato soluzione. Nel 2020, anno della pandemia, il 7,6% dei ricoveri ospedalieri è avvenuto per pazienti residenti in regioni diverse da quella di ricovero. Le regioni di partenza con il più alto tasso di mobilità sono state Molise, Basilicata, Calabria e Abruzzo con un indice di fuga di 28,1 (Molise)-16,1 (Abruzzo) per un totale di 86.787 ricoveri (16,8% del totale nazionale dei ricoveri fuori dalla regione di residenza). Il 58,7% dei ricoveri riguarda pazienti in viaggio da una delle regioni confinanti con quella di residenza, mentre il 13,9% riguarda coloro che hanno attraversato 2 regioni e il 27,4% almeno 3 regioni. La principale causa di ricovero è riconducibile agli interventi chirurgici di sostituzione delle principali articolazioni o reimpianto degli arti inferiori con 124.860 dimissioni per residenti ricoverati nella propria regione (16,1%), 16.996 ricoverati in regione limitrofa (20,4%) e 8.019 ricoverati in una regione lontana dalla propria (17,7%). Il fenomeno della migrazione sanitaria lede i principi di universalità, uguaglianza ed equità ed è quindi necessario intervenire per garantire un diritto inadempiuto nella sua interezza.
ER  -   
