TY  -  JOUR
AU  -  Geddes da Filicaia, Marco
T1  -  Breve ma veridica storia dell’attività libero-professionale intramoenia
PY  -  2023
Y1  -  2023-09-01
DO  -  10.1701/4088.40786
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  114
IS  -  9
SP  -  491
EP  -  496
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4088.40786
N2  -  L’attività libero-professionale effettuata all’interno delle strutture pubbliche (Alpi) da parte dei medici dipendenti è una particolarità del Servizio sanitario nazionale (Ssn) italiano. Tale normativa, introdotta dal governo Amato con il Decreto n. 502 del 1992, è stata oggetto, nel corso degli anni, di molteplici interventi normativi volti a realizzare un monitoraggio e un equilibrio di tale attività con quella effettuata a livello istituzionale, sia in termini di prestazioni erogate sia di liste di attesa. L’Alpi ha rappresentato di fatto un compenso alla bassa retribuzione dei medici del Ssn italiano, nell’ipotesi che il ricorso alla libera professione intramoenia fosse una modalità per il paziente per scegliere il professionista e contribuisse a ridurre le liste di attesa. In realtà il ricorso all’Alpi, di fronte all’allungamento delle liste di attesa, specie dopo la fase pandemica, è una modalità per aggirare tale ostacolo e rappresenta, all’interno di un servizio sanitario pubblico, un’evidente contraddizione e un elemento di disuguaglianza. Tuttavia, come dimostrano i dati riportati nell’articolo, l’Alpi non è la causa delle liste di attesa. Nell’impossibilità – nell’attuale quadro politico, contrattuale e finanziario – di una abrogazione dell’Alpi sono tuttavia possibili varie iniziative volte a regolamentarla e a ridurre gli eventuali conflitti di interesse.
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