TY  -  JOUR
AU  -  Parisi, Giuseppe
AU  -  Pasolli, Luca
AU  -  Zamin, Claudia
AU  -  Negri, Attà
AU  -  Kurotschka, Peter K.
T1  -  Dodici suggerimenti per una buona consultazione medica nelle cure primarie
PY  -  2023
Y1  -  2023-12-01
DO  -  10.1701/4142.41389
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  114
IS  -  12
SP  -  712
EP  -  729
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4142.41389
N2  -  Introduzione. La recente pandemia ha reso ancora più chiara la necessità, evidenziata da tempo dalla letteratura scientifica, di un cambiamento nelle cure primarie che superi i limiti dell´iperspecializzazione tipica dei sistemi sanitari occidentali. Mentre è ben tratteggiata la direzione del cambiamento culturale e organizzativo che è necessario sviluppare, poco ancora si parla delle competenze e dei valori che il professionista medico deve possedere per dare forma a una nuova e coerente organizzazione dei servizi. L’incontro con il paziente è “l’organizzatore” attorno a cui prendono forma tali competenze del medico di medicina generale, ed è da tale vertice di osservazione che esse verranno prese in esame. Obiettivi. L’obiettivo di questo contributo è quello di proporre ai medici che lavorano o che stanno entrando nel mondo delle cure primarie alcuni suggerimenti per una buona gestione della consultazione medica. Tali consigli intendono dare forma alle competenze necessarie nella medicina generale, ripensata all’interno del paradigma della complessità della cura, e si basano sugli studi empirici e i contributi teorici della letteratura multidisciplinare di riferimento, della quale è stata fatta una revisione narrativa. Risultati. I concetti, le pratiche e i valori alla base dei 12 suggerimenti sono: a) un atteggiamento di attenzione alla complessità della cura in cui la soggettività del paziente è comprensibile solo attraverso l’incontro con la propria soggettività; b) il metodo peculiare del ragionamento clinico in medicina generale, che comprende la generazione precoce delle ipotesi diagnostiche che devono essere verificate utilizzando test semplici ed economici, dall’esame verbale a quello obiettivo, che abbiano un forte potere di esclusione di una evoluzione clinica sfavorevole; c) la contestualizzazione della diagnosi operativa come strumento per affrontare la complessità; d) l’analisi dell’evoluzione degli scenari come strumento di progettazione e scelta delle linee di condotta; e) la valutazione dell’incertezza oltre a quella del rischio misurabile; f) il coinvolgimento del paziente e l’utilizzo del test del tempo come strumenti di gestione dell’incertezza; g) la centralità della condivisione della decisione con il paziente.
ER  -   
