TY  -  JOUR
AU  -  Kurotschka, Peter K.
AU  -  Serafini, Alice
AU  -  Ebell, Mark H.
T1  -  La Top 5 di gennaio 2024.
Gli studi clinici che vale la pena conoscere se lavori nelle cure primarie in Italia
PY  -  2024
Y1  -  2024-02-01
DO  -  10.1701/4197.41842
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  115
IS  -  2
SP  -  85
EP  -  89
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4197.41842
N2  -  Questo articolo mensile fornisce una raccolta delle più recenti e rilevanti evidenze cliniche orientate al paziente (POEMs), quelle che vale la pena conoscere se lavori nelle cure primarie in Italia. 1) Una recente revisione sistematica (SR) di 76 SR di trial randomizzati e controllati (Rct) che hanno valutato efficacia e costi della prevenzione cardiovascolare primaria e secondaria mediante farmaci ipolipemizzanti ha concluso che, tra tutti i farmaci mai studiati, i più efficaci e quelli con il migliore rapporto costi-benefici sono le statine. 2) Con nostra sorpresa, una network meta-analisi di 12 Rct ha mostrato che paracetamolo e ketorolac sono non solo più sicuri ma anche significativamente più efficaci della morfina nel ridurre il dolore da colica renale negli adulti. 3) L’uso di inibitori di pompa protonica (Ipp) nei bambini è associato a un aumento del rischio di infezioni gravi rispetto all’uso di altre terapie atte a ridurre la secrezione acida gastrica. Appare, quindi, prudente utilizzare gli Ipp come terapia di seconda linea, cioè nei bambini che non rispondono ad altri antiacidi e agli inibitori dei recettori H2 dell’istamina. 4) Il rischio di sovradiagnosi di carcinoma della mammella – ovvero l’identificazione di un carcinoma che non avrebbe causato alcun sintomo nel corso della vita della donna – aumenta con l’età. Uno studio su oltre 50.000 donne di 70 anni o più sottoposte a screening mammografico ha mostrato che il rischio di sovradiagnosi è del 31%, del 47% e del 51% nelle donne di età compresa tra 70 e 74 anni, tra 75 e 84 anni e oltre gli 85 anni rispettivamente. 5) Un Rct condotto su pazienti ambulatoriali negli Stati Uniti ha concluso che l’uso di un bracciale per la misurazione della pressione arteriosa (PA) di medie dimensioni su persone con una circonferenza braccio più grande della media può determinare una sovrastima della PA di quasi 5 mmHg. Lo stesso bracciale di medie dimensioni utilizzato su una persona con una circonferenza braccio minore della media può, invece, portare a una sottostima di 3,6 mmHg.
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