TY  -  JOUR
AU  -  Kurotschka, Peter K.
AU  -  Serafini, Alice
AU  -  Ebell, Mark H.
T1  -  La Top 4 di febbraio 2024. 
Gli studi clinici che vale la pena conoscere se lavori nelle cure primarie in Italia
PY  -  2024
Y1  -  2024-03-01
DO  -  10.1701/4211.42045
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  115
IS  -  3
SP  -  148
EP  -  152
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/23
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4211.42045
N2  -  Questo articolo mensile fornisce una raccolta delle più recenti e rilevanti evidenze cliniche orientate al paziente (POEMs), quelle che vale la pena conoscere se lavori nelle cure primarie in Italia. 1) Nei pazienti che riportano astenia grave da almeno 3 mesi dopo una infezione da Covid-19, la psicoterapia cognitivo-comportamentale porta a un miglioramento significativo dei sintomi rispetto al trattamento standard. 2) La nuova linea guida americana sulla gestione dei pazienti con malattia coronarica cronica raccomanda: una riduzione della durata della doppia terapia antiaggregante rispetto a quanto oggi praticato nella maggior parte dei casi; una modifica delle modalità di utilizzo di beta-bloccanti; l’uso degli inibitori del trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (Sglt-2i) e degli agonisti del peptide simile al glucagone-1 (Glp-1) per alcuni pazienti affetti da malattia coronarica cronica, anche non diabetici; il non utilizzo di acidi grassi omega-3 in prevenzione secondaria; il non utilizzo di sigarette elettroniche come terapia di prima linea per smettere di fumare (ma di seconda linea sì!). 3) Le persone con sindrome dell’intestino irritabile potrebbero avere un beneficio sintomatico da vari prodotti contenenti probiotici, tuttavia, nel complesso, la maggior parte delle persone non noterà alcun beneficio significativo. I prodotti contenenti ceppi del genere Escherichia hanno mostrato maggiori probabilità di fornire un beneficio, anche se la loro disponibilità sul mercato sembra limitata. 4) Inquadrare la perdita di peso in termini di effetti positivi, piuttosto che elencando i rischi dell’eccesso di peso, ha aumentato la partecipazione dei pazienti a un programma per perdere peso e la loro effettiva perdita di peso.
ER  -   
