TY  -  JOUR
AU  -  Kurotschka, Peter K.
AU  -  Serafini, Alice
AU  -  Shaughnessy, Allen F.
AU  -  Slawson, David
AU  -  Ebell, Mark H.
T1  -  La Top 4 di aprile 2024. 
Gli studi clinici che vale la pena conoscere se lavori nelle cure primarie in Italia
PY  -  2024
Y1  -  2024-05-01
DO  -  10.1701/4262.42404
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  115
IS  -  5
SP  -  243
EP  -  247
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/03
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4262.42404
N2  -  Questo articolo mensile fornisce una raccolta delle più recenti e rilevanti evidenze cliniche orientate al paziente (POEMs), quelle che vale la pena conoscere se lavori nelle cure primarie in Italia. 1) I colliri antibiotici aumentano la probabilità che un paziente con congiuntivite acuta raggiunga la guarigione clinica. Gli effetti avversi sembrano essere minimi per tutti i principi attivi diversi dall’acido fusidico (che, quindi, andrebbe evitato). La maggior parte dei pazienti, tuttavia, migliora anche senza l’utilizzo di colliri antibiotici. Dato, quindi, il rischio di resistenze agli antibiotici conseguente all’uso, anche topico, di questi farmaci, i colliri antibiotici andrebbero quanto più possibile evitati, in particolare negli adulti immunocompetenti. 2) Un trial randomizzato controllato di elevata qualità condotto su oltre 4000 adulti affetti da fibrillazione atriale parossistica subclinica ha mostrato che, tra coloro che sono stati trattati con apixaban, si è verificato un episodio di ictus ischemico in meno ma un episodio di sanguinamento maggiore in più per ogni 250 persone trattate con apixaban vs acido acetilsalicilico a basso dosaggio. Allo stesso tempo, il rischio di sanguinamento maggiore è stato significativamente più alto nelle persone trattate con apixaban. Tali risultati suggeriscono che la decisione clinica se trattare con l’uno o l’altro farmaco vada presa in maniera condivisa con il paziente, informandolo di rischi e benefici di entrambe le opzioni. 3) In una recente network meta-analisi, intrigante ma soggetta a limitazioni metodologiche, l’uso di probiotici è stato altrettanto o persino più efficace nel trattamento dei sintomi del disturbo depressivo maggiore con un antidepressivo, a eccezione dell’escitalopram. Dato l’apparente limitato beneficio dei trattamenti standard, l’utilizzo di probiotici potrebbe essere un’opzione per i pazienti riluttanti a utilizzare antidepressivi. 4) Una recente meta-analisi ha mostrato che gli anticorpi monoclonali diretti contro la proteina beta-amiloide per il trattamento della malattia di Alzheimer non hanno, a oggi, dimostrato benefici clinici significativi. Essi, invece, espongono le persone che li assumono a rischi significativi, in particolare di emorragie cerebrali. Il rapporto tra benefici e rischi, quindi, non giustifica l’uso di questi farmaci, che peraltro hanno costi elevati (oltre 20.000 dollari l’anno).
ER  -   
