TY  -  JOUR
AU  -  Fatati, Giuseppe
T1  -  Sindrome del guardiano del faro: attualizzazione
PY  -  2024
Y1  -  2024-07-01
DO  -  10.1701/4314.42986
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  115
IS  -  7
SP  -  328
EP  -  332
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4314.42986
N2  -  Alcuni anni fa con l’espressione “sindrome del guardiano del faro” avevamo identificato quanti mostravano una attenzione eccezionale per il controllo dell’atto alimentare e del peso corporeo. Recentemente la stessa definizione è stata utilizzata per descrivere, al termine del lockdown, la sensazione del vivere con paura l’incontro con la realtà esterna, che per tante settimane è rimasta confinata fuori dalle nostre case. Siamo del parere che la sindrome del guardiano del faro comprende tutti quei comportamenti caratterizzati dall’isolamento sociale volontario anche se spesso inconsapevole e dalla ricerca esasperata del dominio assoluto su un singolo aspetto del nostro essere. Vi sono due tipi di isolamento sociale, quello statico proprio di chi passa il proprio tempo chiuso in casa (hikikomori) e quello dinamico caratteristico di chi esce, cammina ma non si relazione con altri individui. La radicalizzazione di alcune tendenze alimentari può portare a un isolamento sociale di gruppo di tipo conviviale. I cambiamenti nelle manifestazioni cliniche caratteristiche della sindrome del guardiano del faro testimoniano l’impatto della società e della cultura sulla psicopatologia del singolo individuo.
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