TY  -  JOUR
AU  -  Saitto, Carlo
T1  -  Il regionalismo differenziato in sanità già esiste e produce disuguaglianza
PY  -  2024
Y1  -  2024-07-01
DO  -  10.1701/4314.42987
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  115
IS  -  7
SP  -  333
EP  -  340
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4314.42987
N2  -  In Italia è in corso una riforma istituzionale che prevede un trasferimento di poteri dal governo centrale alle Regioni. Esiste una crescente preoccupazione per l’impatto di questa riforma sulla parità dei diritti individuali e lo sviluppo equilibrato del Paese nel suo complesso; in questa situazione si è ritenuto che il sistema sanitario potesse esemplificare gli effetti dell’autonomia regionale, dal momento che l’assistenza sanitaria è stata in gran parte regionalizzata nel 2001 attraverso una modifica della Costituzione. Vent’anni dopo, secondo i risultati di questo studio, emergono notevoli differenze tra le Regioni in termini di spesa sanitaria pro capite, fino a un divario del 40% tra la Regione con la spesa più elevata (Emilia-Romagna) e la più bassa (Calabria). Inoltre, le spese sanitarie regionali sono legate al prodotto regionale lordo e non allo stato di salute della popolazione. Lo stato di salute è generalmente migliore nelle Regioni con la spesa più elevata, con un tasso di mortalità standardizzato in Emilia-Romagna che è inferiore del 15% rispetto alla Calabria; sette delle dieci Regioni con la spesa più alta mostrano però il più alto indice di disuguaglianza sanitaria. La regionalizzazione dell’assistenza sanitaria è apparentemente associata a grandi differenze di spesa tra le Regioni, a uno stato di salute ampiamente diverso e a marcate disuguaglianze all’interno delle Regioni, in particolare di quelle ad alta spesa. Un’ulteriore devoluzione di poteri alle Regioni difficilmente cambierà questa situazione.
ER  -   
