TY  -  JOUR
AU  -  Kurotschka, Peter K.
AU  -  Serafini, Alice
AU  -  Shaughnessy, Allen
AU  -  Barry, Henry
AU  -  Ebell, Mark H.
T1  -  La Top 4 di giugno 2024.
Gli studi clinici che vale la pena conoscere se lavori nelle cure primarie in Italia
PY  -  2024
Y1  -  2024-07-01
DO  -  10.1701/4314.42990
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  115
IS  -  7
SP  -  357
EP  -  360
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4314.42990
N2  -  Questo articolo mensile fornisce una raccolta delle più recenti e rilevanti evidenze cliniche orientate al paziente (POEMs), quelle che vale la pena conoscere se lavori nelle cure primarie in Italia. 1) I punteggi di rischio di sanguinamento come HAS-BLED e HEMORR2HAGE sono ampiamente raccomandati per valutare il rischio di sanguinamento nei pazienti con indicazione alla terapia anticoagulante a lungo termine. Tuttavia, quando usati in cure primarie, l’accuratezza diagnostica di questi score si è rivelata essere molto scarsa, cosa probabilmente dovuta alla bassa prevalenza di esiti emorragici in cure primarie. Sono, quindi, necessari studi che sviluppino e validino punteggi di rischio adatti a questo setting di cura. 2) Crescenti evidenze confermano l’utilità dell’ecografia point-of-care (point-of-care ultrasound - Pocus) e questo studio ne è una ulteriore conferma. Nei pazienti, uomini e donne, con dolore addominale acuto, l’ecografia Pocus si è dimostrata altamente accurata nella diagnosi di appendicite, ostruzione intestinale, aneurisma addominale e, adesso, di diverticolite acuta. 3) Secondo una recente meta-analisi, il controllo del ritmo cardiaco è risultato essere associato a un ridotto rischio di demenza e deterioramento cognitivo, se confrontato con il controllo della frequenza cardiaca. La stragrande maggioranza dei dati utili a questa meta-analisi è stata estratta da studi di media qualità, per cui, probabilmente, l’effetto positivo è sovrastimato. 4) Studi di qualità complessivamente mediocre a tutt’oggi non hanno trovato differenze di efficacia significative tra diversi trattamenti per l’otite esterna acuta, inclusi antibiotici, steroidi, antisettici o trattamenti non farmacologici. Data la bassa qualità delle evidenze disponibili, attendiamo studi di maggiori dimensioni e qualità migliore. Per ora, la letteratura disponibile non ci offre particolari aiuti per decidere quale trattamento per l’otite esterna acuta sia da preferire.
ER  -   
