TY  -  JOUR
AU  -  Cavagna, Laura M.
AU  -  Bazzan, Mario
T1  -  Terapia anticoagulante nel tromboembolismo venoso e rischio emorragico: focus sull’utilizzo di score predittivi
PY  -  2024
Y1  -  2024-09-01
DO  -  10.1701/4334.43177
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  115
IS  -  9
SP  -  389
EP  -  396
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4334.43177
N2  -  Il trattamento standard per il tromboembolismo venoso (Tev) è l’anticoagulazione. La selezione del farmaco e la durata del trattamento dipenderanno dalla presentazione clinica, dall’esistenza di fattori scatenanti, dal rischio di sanguinamento e dalle preferenze del paziente. La terapia anticoagulante è indicata per 3-6 mesi in tutti i pazienti con Tev acuto ma può essere prolungata, anche a tempo indeterminato in alcuni casi. L’effetto collaterale più grave dell’anticoagulazione è il sanguinamento, con il rischio più elevato che si verifica durante i primi mesi di terapia. Bilanciare il rischio di sanguinamento e il rischio di recidiva nei pazienti con Tev rimane un problema importante. Al momento, non esistono punteggi predittivi semplici e validati per stimare il rischio di sanguinamento a lungo termine nei pazienti sottoposti a trattamento anticoagulante e per selezionare in modo sicuro i pazienti con un rischio di sanguinamento più elevato. In questa rassegna esamineremo alcuni di questi punteggi, tra cui gli score RIETE, HAS-BLED, VTE-BLEED, VTE-PREDICT e le linee guida ACCP e le tempistiche per la loro applicazione nella popolazione di pazienti trattati per Tev nonché la gestione e valutazione iniziale e a lungo termine della patologia tromboembolica.
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