TY  -  JOUR
AU  -  Fateh-Moghadam, Pirous
T1  -  La promozione della pace in ambito sanitario. 
Quali ostacoli da superare?
PY  -  2024
Y1  -  2024-10-01
DO  -  10.1701/4357.43461
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  115
IS  -  10
SP  -  443
EP  -  446
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4357.43461
N2  -  Le strategie, gli armamenti e le tecnologie militari moderni fanno sì che al giorno d’oggi ogni guerra sia caratterizzata, per sua intrinseca natura, da un impatto deleterio su tutti i determinanti della salute, con effetti diretti e indiretti che provocano sofferenze fisiche, mentali e sociali della popolazione esposta e che tipicamente si estendono molto oltre la durata dei combattimenti. La promozione della pace e la prevenzione della guerra rientrano quindi pienamente tra i compiti professionali di chi lavora in sanità, almeno al pari della prevenzione di altri fattori di rischio della salute pubblica. Ciononostante, le attività di promozione della pace e di contrasto alle guerre stentano a decollare e a diffondersi nel settore sanitario. Nell’articolo vengono esaminati due possibili fattori che si posizionano come ostacoli tra la constatazione del maleficio della guerra, condivisa da tutti, e l’impegno concreto a favore del disarmo e della pace, praticato da pochi. Il primo di questi ostacoli è rappresentato dalla divergenza di pareri sui metodi da adottare per prevenire i conflitti. Nonviolenza e disarmo o deterrenza militare? L’ipotesi discussa è che la teoria della deterrenza goda tuttora di una certa credibilità anche nel mondo scientifico medico, benché sia tutt’altro che una strategia basata su evidenze scientifiche. Il secondo ostacolo esaminato è il timore dei professionisti e delle loro associazioni di essere accusati di “fare politica”. Essendo la guerra sempre una catastrofe di sanità pubblica, quando operatrici e operatori sanitari si oppongono alla guerra, cercano di fermarla o prevenirla, fanno solo il proprio mestiere. È tuttavia senz’altro vero che la prevenzione della guerra implica anche scelte politiche, ma questo è il caso in ogni altro ambito di sanità pubblica, che senza il ricorso a strumenti politici e di regolamentazione non potrebbe assolvere al proprio compito. Infine, viene presentato un esempio concreto di intervento di promozione della pace da parte di diverse società scientifiche italiane di area sanitaria che hanno predisposto una dichiarazione congiunta a favore della pace e contro la guerra, aperta alla sottoscrizione anche di altre società scientifiche, riviste, associazioni e fondazioni di area sanitaria.
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