TY  -  JOUR
AU  -  Verdecchia, Paolo
AU  -  Angeli, Fabio
T1  -  La combinazione delapril-indapamide nel trattamento dell’ipertensione arteriosa: implicazioni pratiche alla luce delle nuove linee guida
PY  -  2024
Y1  -  2024-10-01
DO  -  10.1701/4357.43464
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  115
IS  -  10
SP  -  461
EP  -  474
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/03/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4357.43464
N2  -  Le recenti linee guida sull’ipertensione arteriosa (IA) emesse dalla European Society of Hypertension hanno ribadito che il grado di controllo dell’IA resta subottimale in tutto il mondo. Allo scopo di aumentare la quota di pazienti ben controllati, oltre alle misure non farmacologiche è necessario migliorare per quanto possibile l’implementazione della terapia farmacologica. La terapia iniziale dovrebbe essere quasi sempre basata sulla combinazione, libera o fissa, tra farmaci ACE-inibitori, o inibitori diretti dell’angiotensina II (sartani) e diuretici (tiazidici o simil tiazidici) o calcio-antagonisti alle massime dosi raccomandate e ben tollerate. La combinazione tra il diuretico simil-tiazidico indapamide con l’ACE inibitore delapril ha dimostrato, sulla base di numerosi studi clinici e di meta-analisi, ottimi risultati in termini di efficacia antipertensiva, tollerabilità e prevenzione o regressione del danno d’organo. L’indapamide è un diuretico simil-tiazidico dotato anche di effetto vasodilatatore diretto e di lunga durata di azione. Una meta-analisi di 19 studi clinici randomizzati ha dimostrato una maggiore riduzione dell’incidenza degli eventi cardiaci, dell’ictus cerebrale e dello scompenso cardiaco con i diuretici simil-tiazidici rispetto a quelli tiazidici. Il delapril è un farmaco ACE-inibitore non sulfidrilico con elevata affinità per l’enzima di conversione a livello cardiaco, polmonare e vascolare periferico. Essendo fortemente lipofilico, il delapril inibisce l’enzima ACE a livello tissutale in maniera più potente rispetto ad altri ACE-inibitori. Una caratteristica peculiare del delapril è il suo debole effetto di potenziamento della bradichinina, dovuto alla maggiore affinità per il sito C rispetto al sito N dell’ACE, con conseguente minore incidenza di tosse ed edema angioneurotico rispetto ad altri ACE-inibitori. In alcune meta-analisi, la riduzione pressoria è risultata statisticamente, maggiore con la combinazione delapril-indapamide rispetto a combinazioni tra idroclorotiazide e ACE-inibitori. La combinazione è composta da compresse divisibili contenenti 30 mg di delapril e 2,5 mg di indapamide e le sue proprietà farmacologiche e cliniche non sono influenzate dalla contemporanea assunzione di cibo. L’efficacia antipertensiva della combinazione, così come dei suoi componenti, persiste per le intere 24 ore. Le recenti segnalazioni sull’incidenza di cancro cutaneo in corso di trattamento con idroclorotiazide dovrebbero orientare verso la scelta preferenziale di un diuretico simil-tiazidico come l’indapamide rispetto all’idroclorotiazide.
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