TY  -  JOUR
AU  -  Carpagnano, Giovanna Elisiana
AU  -  Palladino, Grazia Pia
AU  -  Gramiccioni, Claudia
AU  -  Spanevello, Antonio
AU  -  Cagnazzo, Maria Grazia
AU  -  Foschino Barbaro, Maria Pia
T1  -  Attualità sui nuovi metodi biomolecolari nella diagnosi di neoplasie polmonari
PY  -  2008
Y1  -  2008-09-01
DO  -  10.1701/374.4376
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  99
IS  -  9
SP  -  417
EP  -  421
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/374.4376
N2  -  Il tumore del polmone rimane ancora oggi la neoplasia più frequente e quella caratterizzata da una più elevata mortalità. Nella maggior parte dei pazienti la diagnosi viene posta solo in fase avanzata di malattia. La presenza di alterazioni genetiche di oncogeni e oncosoppressori è stata da tempo riconosciuta nella patogenesi del tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC) e la loro identificazione è stata proposta come marker per la diagnosi precoce di malattia e per i programmi di screening della popolazione a rischio. È stato recentemente compreso che sono necessari circa 10-20 eventi genetici per avviare la cancerogenesi polmonare. Tali eventi sono scatenati dal fumo di sigaretta e persistono per molti anni dopo la cessazione dell’abitudine tabagica. Negli ultimi anni si sono rese disponibili metodiche sempre più sofisticate e meno invasive per lo studio di queste alterazioni molecolari. La maggior parte delle alterazioni molecolari coinvolte nella cancerogenesi polmonare sono state identificate in differenti campioni biologici (biopsie, BAL), molti dei quali ottenibili con metodiche assai invasive e pertanto poco adatte a studi di screening. Recentemente il DNA è stato estratto dall’esalato condensato, dimostrando l’adeguatezza di tale campione per lo studio delle alterazioni molecolari e il suo potenziale ruolo nei programmi di screening dei soggetti a rischio di tumore del polmone.
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