TY  -  JOUR
AU  -  Ancona, Carla
AU  -  Michelozzi, Paola
T1  -  L’inquinamento atmosferico non ha confini
PY  -  2024
Y1  -  2024-12-01
DO  -  10.1701/4392.43915
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  115
IS  -  12
SP  -  585
EP  -  587
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/25
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4392.43915
N2  -  Oltre il 90% della popolazione mondiale respira quotidianamente aria contaminata da agenti inquinanti quali particolato fine (PM 2,5 e PM 10), ozono, biossido di azoto (NO2), con gravi conseguenze sulla salute pubblica e sull’ambiente. I cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico sono strettamente collegati, con quest’ultimo che contribuisce alla crisi climatica, aumentando ozono e particolato e favorendo incendi e avvezioni sahariane. Nel periodo 2016-2019, in Italia, 72.083 decessi/anno sono risultati attribuibili a livelli di PM 2,5 superiori a 5 μg/m3, con maggiore numero di decessi nella Pianura Padana e nelle grandi città. Gli inquinanti, trasportati a lunga distanza, non rispettano confini geografici o politici e richiedono piani regionali di qualità dell’aria. La collaborazione interregionale è dunque necessaria per evitare disparità nella qualità dell’aria e nella salute delle popolazioni. La Rete italiana ambiente e salute (Rias) promuove strategie integrate per migliorare la salute pubblica e affrontare i rischi ambientali, supportando il coordinamento tra Servizio sanitario nazionale (Ssn) e Sistema nazionale protezione ambiente (Snpa) e contribuendo alla creazione del Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici (Snps).
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