TY  -  JOUR
AU  -  Gristina, Giuseppe R.
T1  -  “Per il loro bene”. La morte medicalmente assistita: 
un diritto per chi?
PY  -  2025
Y1  -  2025-01-01
DO  -  10.1701/4416.44115
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  116
IS  -  1
SP  -  20
EP  -  41
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/01
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4416.44115
N2  -  Premessa. La questione dei criteri di ammissione alle procedure di morte medicalmente assistita (Mma) – eutanasia (E) e suicidio medicalmente assistito (Sma) – è fortemente dibattuta. Nella gran parte delle legislazioni che hanno codificato la Mma il criterio di ammissione fondamentale è costituito dalla sofferenza insopportabile causata da una malattia terminale. La sofferenza psichica causata da un disturbo mentale o da una condizione esistenziale, rappresenta, ancorché intollerabile, un criterio di esclusione. Alcuni considerano questa impostazione nel primo caso protettiva delle persone considerate vulnerabili in quanto non in grado di compiere scelte libere e consapevoli, nel secondo necessaria per allineare gli approcci giuridici ai modelli morali prevalenti; altri invece la ritengono un’ingiustificata discriminazione. Scopo. Dimostrare che, per comprendere se una persona che lo chiede possa essere ammessa alla Mma, è la sua sofferenza che andrebbe indagata, non solo e non tanto per i suoi determinanti, quanto per il suo ruolo nella genesi della richiesta di Mma. Contenuti. Dopo aver descritto gli aspetti specifici della sofferenza in relazione ai suoi tre determinanti (sofferenza esistenziale, da disturbo mentale, da malattie terminali), si dimostra che: a) queste condizioni, diverse tra loro, sono accomunate dalla dinamica dei processi psicologici che generano la sofferenza intollerabile e, per suo tramite, la richiesta di Mma o l’ideazione/compimento del suicidio; b) discriminare l’accesso alla Mma in base alla presenza/assenza di una malattia terminale non è scientificamente sostenibile. Conclusioni. L’uso della sofferenza insopportabile generata dalla malattia terminale come esclusivo criterio di ammissione alla Mma non solo viola il principio di autonomia, ma, in mancanza di prove scientifiche, non chiarisce dove si collochi la linea di demarcazione tra coloro che dovrebbero avere il diritto di accedervi e coloro che non dovrebbero averlo.
ER  -   
