TY  -  JOUR
AU  -  Naso, Virginia
AU  -  Canale, Filippo
AU  -  Policastro, Giorgia
AU  -  Porto, Gaetana
AU  -  Pellicano, Maria
AU  -  Martino, Massimo
T1  -  Terapia cellulare CAR-T in un paziente affetto da linfoma mantellare recidivato/refrattario
PY  -  2025
Y1  -  2025-03-01
DO  -  10.1701/4460.44570
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  116
IS  -  3
SP  -  50
EP  -  57
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4460.44570
N2  -  Introduzione. Il linfoma a cellule mantellari (mantle cell lymphoma - MCL) è una delle forme di linfoma non Hodgkin più rare che colpisce soprattutto i soggetti adulti intorno ai 65 anni d’età o più, e si diagnostica quando la malattia ha già raggiunto uno stadio abbastanza avanzato. In parte per questa ragione, ma soprattutto per le caratteristiche stesse di questa rara forma di linfoma, la prognosi è spesso sfavorevole. Nella maggior parte dei casi, la malattia si ripresenta dopo un periodo di remissione raggiunta con la I linea. Nell’ultimo decennio, gli inibitori di BTK sono diventati un pilastro della terapia per i pazienti con linfoma mantellare recidivante/refrattario. Sebbene gli inibitori di BTK abbiano migliorato la prognosi del linfoma mantellare recidivante/refrattario, le opzioni terapeutiche per i pazienti che sperimentano una progressione durante o dopo gli inibitori di BTK rimangono limitate. In questo contesto, lo sviluppo della terapia con cellule CAR-T anti-CD19 rappresenta un importante progresso nel trattamento dei pazienti con MCL chemiorefrattari. Caso clinico. Presentiamo il caso di un uomo di 65 anni con diagnosi di linfoma non Hodgkin mantellare (mantle cell lymphoma international prognostic index - MIPI) a rischio intermedio, anamnesi positiva solo per ipertensione, in progressione di malattia durante la terapia di II linea con ibrutinib intrapreso per recidiva dopo I linea di polichemioterapia e consolidamento con trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche (CSE). Conclusioni. La disponibilità di questa prima terapia cellulare per il linfoma mantellare recidivante o refrattario fornisce un’opzione importante per i pazienti. Al momento le opzioni di trattamento per questi pazienti, la cui malattia progredisce dopo le terapie iniziali, sono pressoché nulle. Esiste quindi una sentita necessità di nuove opzioni terapeutiche. Gli elevati tassi di risposta osservati nello studio registrativo e confermati dai dati di Real life supportano il potenziale di KTE-X19 come terapia efficace per i pazienti affetti da linfoma mantellare recidivato o refrattario, con un profilo di sicurezza gestibile.
ER  -   
