TY  -  JOUR
AU  -  Formica, Vincenzo
AU  -  Germani, Marco Maria
AU  -  Piacentini, Giulia
AU  -  Traverso, Elena
AU  -  Cremolini, Chiara
T1  -  Esperienze cliniche con encorafenib e cetuximab in pazienti con carcinoma metastatico del colon-retto con mutazione BRAFV600E dopo recidiva precoce alla chemioterapia adiuvante
PY  -  2025
Y1  -  2025-07-01
DO  -  10.1701/4530.45323
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  116
IS  -  7-8
SP  -  59
EP  -  66
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4530.45323
N2  -  Il carcinoma metastatico del colon-retto (mCRC) è costituito da molteplici sottogruppi caratterizzati da alterazioni molecolari specifiche, per lungo tempo orfane di terapie mirate in grado di inattivare i segnali proliferativi a esse riconducibili, e quindi di modificare il corso della malattia. Questa realtà è cambiata negli ultimi anni, grazie a una migliore conoscenza della biologia molecolare e allo sviluppo di nuovi farmaci e di loro combinazioni, che hanno reso “azionabili” tali alterazioni. La mutazione BRAFV600E è un chiaro esempio di tale sviluppo. Per circa una decade concepita solo come un fattore prognostico negativo e di resistenza ai farmaci anti-EGFR, è oggi anche un fattore predittivo di risposta alla combinazione dell’anti-BRAF encorafenib e dell’anti-EGFR cetuximab, e uno standard of care nei pazienti con diagnosi di mCRC BRAFV600E mutato dopo progressione a una precedente terapia sistemica. In questo lavoro descriviamo tre casi clinici in cui encorafenib e cetuximab sono stati utilizzati in label, nell’ambito della prima linea, alla diagnosi di mCRC, dopo recidiva precoce al termine della chemioterapia adiuvante.
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