TY  -  JOUR
AU  -  Franciosi, Vittorio
T1  -  Sanità al bivio: decisioni etiche o collasso
PY  -  2025
Y1  -  2025-09-01
DO  -  10.1701/4556.45570
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  116
IS  -  9
SP  -  485
EP  -  488
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4556.45570
N2  -  Nel 1948, in Gran Bretagna, Aneurin Bevan inaugurò il National health service, sottolineando la salute come un diritto. Nel 1978, sul modello britannico, l’Italia, creò il Servizio sanitario nazionale (Ssn), basato su universalità ed equità. Nonostante gli sforzi incentrati su efficacia clinica ed efficienza economica, il nostro Ssn si trova ad affrontare una profonda crisi: spesa pubblica incontrollata, aumento dei costi privati, medicina preventiva insufficiente, carenza di personale, lunghi tempi di attesa e disparità regionali nell’assistenza. Le inefficienze includono l’uso eccessivo di trattamenti inefficaci e il sottoutilizzo di quelli efficaci, costi elevati e conflitti di interesse. L’invecchiamento della popolazione, le malattie croniche e i problemi legati allo stile di vita hanno un forte impatto sull’assistenza sanitaria. I criteri medici e gestionali da soli non sono in grado di giustificare le scelte in sanità, poiché non affrontano il modo con cui le risorse dovrebbero essere distribuite in rapporto alle priorità. Donald Berwick propone un approccio etico al tema della salute improntato sui criteri di giustizia distributiva, scelta delle priorità, equità, trasparenza, compassione e qualità dell’assistenza. Daniel Callahan e altri invocano una rivoluzione culturale in medicina, sostenendo che il ruolo sanitario deve essere “limitato”, prendere le distanze dall’individualismo e promuovere un’idea realistica della salute. Senza principi etici, la riforma sanitaria probabilmente è destinata a fallire.
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