TY  -  JOUR
AU  -  Salomone, Sara
AU  -  Pellegrino, Luca
AU  -  Rinaldi, Marilena
AU  -  Casalone, Valentina
AU  -  Witel, Gianluca
AU  -  Borghi, Felice
T1  -  Utilizzo della nutrizione parenterale in paziente sottoposta a duodenocefalopancreasectomia per neoplasia della via biliare distale: razionale e implicazioni cliniche
PY  -  2025
Y1  -  2025-11-01
DO  -  10.1701/4588.45995
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  116
IS  -  11
SP  -  70
EP  -  74
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/03/11
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4588.45995
N2  -  Introduzione. La chirurgia pancreatica, in particolar modo la duodenocefalopancreasectomia, spesso interessa pazienti fragili e compromessi dal punto di vista nutrizionale. La nutrizione parenterale può essere impiegata in questi casi come supporto, sino al raggiungimento di un adeguato apporto nutrizionale per os. Scopo. Riportiamo un caso clinico di paziente sottoposta a duodenocefalopancreasectomia con l’intento di discuterne il percorso diagnostico-terapeutico e soprattutto l’indicazione, i benefici e le implicazioni dell’utilizzo della nutrizione parenterale in una gestione perioperatoria basata su principi ERAS. Caso clinico. Paziente di 71 anni, con buona condizione clinica generale e calo ponderale preoperatorio di 5 kg. Diagnosticata con neoplasia della via biliare distale attraverso TC, colangio-RM, ecoendoscopia, CPRE e biopsie multiple. È stata sottoposta a intervento di duodenocefalopancreasectomia secondo Whipple, seguita da un protocollo ERAS. In assenza di un catetere venoso centrale, è stata impostata nutrizione parenterale tramite accesso venoso periferico, utilizzando una sacca tricamerale. L’alimentazione per os è stata ripresa gradualmente e la nutrizione parenterale interrotta al 6° giorno postoperatorio. Il decorso postoperatorio è stato regolare, senza complicanze. La paziente è stata dimessa all’8° giorno con indicazione a integrazione nutrizionale orale. Il follow-up a 14 giorni ha evidenziato buon recupero ponderale (+2 kg) e ottima tolleranza alimentare. L’esame istologico ha evidenziato una neoplasia intrabiliare in situ (BIN) in associazione a importante reazione pancreatitica, senza indicazione a terapia adiuvante. Discussione. La gestione nutrizionale pre- e postoperatoria nei pazienti sottoposti a chirurgia pancreatica è cruciale, soprattutto in presenza di malnutrizione. Le linee guida ERAS e ESPEN raccomandano un approccio individualizzato, privilegiando la nutrizione enterale ma riconoscendo la nutrizione parenterale come valida alternativa in specifiche situazioni. Conclusioni. In questo caso, la scelta di nutrizione parenterale periferica con sistema tricamerale ha permesso un supporto efficace senza aumentare il rischio infettivo legato al catetere centrale. Il percorso seguito ha garantito un’ottimale ripresa nutrizionale e clinica, confermando l’importanza di un approccio personalizzato.
ER  -   
