TY  -  JOUR
AU  -  Shaladi, Ali Muftah
AU  -  Crestani, Francesco
AU  -  Tartari, Stefano
AU  -  Piva, Bruno
T1  -  I cannabinoidi nella terapia del dolore
PY  -  2008
Y1  -  2008-12-01
DO  -  10.1701/392.4620
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  99
IS  -  12
SP  -  616
EP  -  624
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/392.4620
N2  -  La canapa (Cannabis sativa L.) è da millenni utilizzata come erba medicinale da popoli di diverse parti del mondo, ma solo di recente la comunità medica ha portato alla luce la base scientifica farmacologica dei suoi effetti. Il suo maggiore principio attivo, il Delta-9-tetraidrocannabinolo, è stato identificato nella seconda metà del secolo scorso, e successivamente sono stati identificati e clonati due recettori: CB1, che è presente prevalentemente nel sistema nervoso centrale e CB2, che è presente nelle cellule del sistema immunitario. Sono stati individuati ligandi endogeni detti endocannabinoidi. L’anandamide è stato il primo ligando ad essere scoperto. I derivati dalla cannabis, i cannabinoidi, posseggono proprietà analgesiche paragonabili a quelle dei cosiddetti oppiacei minori. Inoltre, posseggono un’azione sinergica con gli oppioidi, aumentando l’efficacia della morfina nel trattamento del dolore. L’interesse delle case farmaceutiche ha prodotto varie molecole sia da estratti naturali che sintetici. Il primo cannabinoide di sintesi, il dronabinol “THC”, è stato autorizzato alla commercializzazione nel 1985. Grazie all’ottimo rapporto tra gli acidi grassi polinsaturi della serie Omega-3 e Omega-6 presenti nell’olio di semi di cannabis, sono stati dimostrati effetti benefici nella riduzione della flogosi e nel miglioramento della sintomatologia dolorosa in soggetti con infiammazione cronica muscolo-scheletrica.
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