TY  -  JOUR
AU  -  Niccoli, Giampaolo
AU  -  Bacà, Marco
AU  -  Cosentino, Nicola
AU  -  Fabretti, Alessandro
AU  -  Crea, Filippo
T1  -  Rapporti tra etanolo e cardiopatia ischemica
PY  -  2008
Y1  -  2008-11-01
DO  -  10.1701/394.4639
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  99
IS  -  11
SP  -  565
EP  -  571
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/05
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/394.4639
N2  -  ­­­ La maggior parte delle popolazioni consuma bevande alcoliche. Gli effetti dell’etanolo sull’organismo possono essere sia dannosi che protettivi e variano notevolmente in rapporto alla quantità consumata e alla modalità di assunzione. Numerosi studi condotti sull’argomento descrivono con una “curva a J” o ad “U” la relazione tra la quantità di etanolo assunta ed outcome avverso di cardiopatia ischemica, diabete, ipertensione, scompenso cardiaco congestizio, < span class="text222">ictus e mortalità totale. In particolare, un consumo moderato ha dimostrato di poter svolgere effetti cardioprotettivi, riducendo il profilo di rischio e la mortalità cardiovascolare. Gli effetti cardioprotettivi dell’etanolo sono legati a vari meccanismi, associati all’infiammazione, al profilo lipidico ed all’assetto emocoagulatorio. Di contro, un consumo elevato di etanolo conduce ad un peggioramento progressivo dell’outcome cardiovascolare, determinando un aumento del rischio e degli eventi cardiovascolari. Tale effetto dannoso è stato, recentemente, associato con il blocco del precondizionamento ischemico per dosi elevate di etanolo. In questa rassegna evidenziamo i recenti studi epidemiologici e sperimentali concernenti gli specifici benefici e rischi dell’etanolo nella cardiopatia ischemica.
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