TY  -  JOUR
AU  -  Santoro, Eugenio
T1  -  È possibile immaginare un’intelligenza artificiale sostenibile?
PY  -  2026
Y1  -  2026-02-01
DO  -  10.1701/4649.46620
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  117
IS  -  2
SP  -  73
EP  -  76
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/03/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4649.46620
N2  -  L’intelligenza artificiale (IA) promette di ridefinire i sistemi produttivi, i processi decisionali e persino i rapporti sociali, ma solleva interrogativi critici (ed etici) sul suo impatto ambientale. Il paradosso è evidente: l’IA può essere contemporaneamente parte della soluzione e del problema. Se da una parte l’IA consente di migliorare le previsioni degli eventi climatici estremi grazie ai dati raccolti dai satelliti e dai sensori, di dare vita a reti elettriche “intelligenti” che integrano fonti rinnovabili come il solare e l’eolico, di dare corpo alla “agricoltura di precisione” ottimizzando irrigazione e fertilizzazione, di rendere le smart cities più sostenibili attraverso sistemi di mobilità intelligente e l’ottimizzazione energetica, dall’altra introduce inevitabili costi ambientali associati all’elevato consumo di energia e di acqua, alla limitata disponibilità di materie prime per costruire le componenti necessarie ai data center e alla necessità di un loro smaltimento sostenibile. Gli esperti propongono di passare dalla Red AI, molto energivora, alla Green AI, basata su modelli più leggeri, meno complessi e alimentati da fonti rinnovabili. Tecniche come apprendimento federato e pruning, in associazione all’impiego di data center sostenibili, hardware riciclabile e architetture distribuite permettono di ridurre drasticamente i consumi senza perdere in prestazioni. La sfida del futuro sarà governare l’IA con una visione che tenga insieme innovazione e sostenibilità, giustizia ambientale e progresso tecnologico.
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