TY  -  JOUR
AU  -  Lucis, Riccardo
AU  -  Marino, Alessandro
T1  -  L’intelligenza artificiale e il tempo umano: 
oltre la nuova trappola della produttività
PY  -  2026
Y1  -  2026-02-01
DO  -  10.1701/4649.46627
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  117
IS  -  2
SP  -  98
EP  -  99
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/03/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4649.46627
N2  -  La riflessione scientifica sull’intelligenza artificiale (IA) in sanità pone molta enfasi sulla necessità di infrastrutture e standard condivisi, ma ricorda che la tecnologia, da sola, non basta. Serve una cultura digitale matura, organizzata e organizzativa, capace di accompagnare l’innovazione mantenendola profondamente umana. L’IA può infatti rappresentare un alleato prezioso per restituire centralità alla relazione di cura, oggi spesso oscurata da sovraccarichi amministrativi e da una crescente frammentazione organizzativa. Come ha sottolineato The Lancet, la medicina rischia di perdere la propria dimensione più autentica: quella del tempo dedicato all’ascolto, all’osservazione e alla presenza. In contesti territoriali complessi, dove la geografia condiziona l’accesso alle cure, la transizione digitale richiede governance competenti, leadership clinica e investimenti nella digital literacy dei professionisti. Se progettata con etica e buon senso, l’IA può alleggerire il carico burocratico, ma senza una visione responsabile rischia di tradursi in un nuovo vincolo, aggravando, invece che riducendo, il burnout. Il vero progresso della sanità dipenderà dalla capacità di mantenere l’umanità al centro di ogni innovazione. La tecnologia più evoluta non sarà mai quella che sostituisce l’uomo, ma quella che gli restituisce tempo, attenzione e cura.
ER  -   
