TY  -  JOUR
AU  -  Lacerenza, Leonardo Gianluca
AU  -  Sposato, Bruno
AU  -  Garofalo, Cinzia
AU  -  Bonini, Paola
AU  -  Campolmi, Carla
AU  -  Nencioni, Cesira
AU  -  Francardi, Matteo
AU  -  Gepponi, Anja
AU  -  Spaghetti, Susanna
AU  -  Theodule, Matteo
AU  -  Bechi, Luigi
AU  -  Petrucci, Elisa
AU  -  Meini, Barbara
T1  -  Analisi in ottica Value-based healthcare della somministrazione di antibiotici in setting non ospedaliero: valutazione dei benefici per il paziente e della sostenibilità economica del sistema
PY  -  2026
Y1  -  2026-03-01
DO  -  10.1701/4669.46828
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  117
IS  -  3
SP  -  137
EP  -  145
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4669.46828
N2  -  Introduzione. Le infezioni correlate all’assistenza (Ica) rappresentano un problema sanitario ed economico rilevante, con elevata frequenza e gravità. Il progetto si propone di analizzare il modello organizzativo in essere al fine massimizzare il valore sia per il paziente sia per l’azienda sanitaria attraverso metodiche Lean e Value-based healthcare (Vbhc). Materiali e metodi. Dal 2023 al 2024 è stato implementato un percorso Lean, OPAT (Outpatient parenteral antimicrobial therapy) v2.0, per trasferire la somministrazione antibiotica dall’ospedale al domicilio dei pazienti, monitorando processi, costi e risultati tramite database aziendali e analisi Vbhc. Sono stati valutati i costi delle somministrazioni, i consumi di antibiotici e l’impatto economico della gestione domiciliare rispetto a quella ambulatoriale ospedaliera. Risultati. Nel 2024 sono state erogate 268 somministrazioni personalizzate ai pazienti domiciliari, per un costo totale di € 107.011 di antibiotici. Il costo stimato per la somministrazione domiciliare è compreso tra € 112.381,20 e € 243.064,80, mentre il costo ospedaliero è compreso tra € 204.328,21 e € 464.442,10. L’analisi Vbhc ha evidenziato un risparmio economico significativo nel modello domiciliare rispetto a quello ospedaliero, anche se limitato dalla disponibilità di personale infermieristico e mezzi per gli spostamenti al domicilio dei pazienti. Gli antibiotici più utilizzati sono risultati ertapenem, daptomicina e ceftolozano tazobactam, la cui scelta principale è legata al minor numero di somministrazioni giornaliere. Conclusioni. Il modello OPAT v2.0 dimostra efficacia clinica ed economica, consentendo di ridurre i costi ospedalieri e migliorare la qualità assistenziale. Tuttavia, la piena implementazione richiede una migliore organizzazione territoriale che prevede la somministrazione domiciliare solo per i pazienti non autosufficienti, mentre per i pazienti autosufficienti deve essere prevista la somministrazione presso gli ambulatori distrettuali, in modo da decongestionare gli ambulatori ospedalieri.
ER  -   
