TY  -  JOUR
AU  -  Orsi, Luciano
T1  -  La pianificazione condivisa delle cure non è una chimera!
PY  -  2026
Y1  -  2026-04-01
DO  -  10.1701/4674.46887
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  117
IS  -  4
SP  -  169
EP  -  171
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4674.46887
N2  -  Lo studio osservazionale retrospettivo di Assimakis et al., dedicato alla pianificazione condivisa delle cure (Pcc) attuata nell’ambito delle cure palliative primarie (o di base) a domicilio, ha rilevato che il 62% delle cartelle chiuse per completamento del percorso di cura conteneva una Pcc in cui era documentata la volontà del malato nell’83,9% dei casi e quella dei familiari nel 90,3%. La Pcc era stata formulata dal medico di medicina generale (Mmg) con il malato in tutti i casi tranne che in caso di demenza o delirium in cui è stata effettuata con un familiare in precedenza nominato fiduciario dal malato stesso. Nel 61% dei casi, alla Pcc ha contribuito anche l’infermiere dell’assistenza domiciliare integrata (Adi). Le volontà anticipate riguardavano l’eventuale ospedalizzazione (90,3%), mentre le indicazioni sui trattamenti (45,2%) e sulla sedazione palliativa (16,1%) risultavano meno spesso documentate. Lo studio dimostra che la Pcc può essere realizzata nelle quotidiane prassi di cura anche nell’ambito della Medicina Generale e dell’Adi, purché vi sia una sufficiente sensibilizzazione e formazione sul tema. Queste ultime sono fortemente favorite dalla presenza della Rete Locale di Cure Palliative.
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