TY  -  JOUR
AU  -  Mascitelli, Luca
AU  -  Goldstein, Mark R.
AU  -  Pezzetta, Francesca
T1  -  Proprietà immunomodulatorie delle statine e rischio oncologico
PY  -  2009
Y1  -  2009-01-01
DO  -  10.1701/399.4707
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  100
IS  -  1
SP  -  33
EP  -  39
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/399.4707
N2  -  Le statine sono farmaci ipocolesterolemizzanti largamente prescritti per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Esercitano anche una azione immunomodulatoria ed in vivo aumentano il numero e la funzionalità delle cellule T regolatorie periferiche. Tale proprietà può, da un lato, risultare benefica in quanto diminuisce l’attività infiammatoria nell’ambito della placca aterosclerotica, favorendone la stabilizzazione; d’altro canto, questa azione, che rientra tra gli effetti pleiotropici delle statine, può alterare la risposta delle cellule T effettrici antitumorali. Infatti, in alcuni trial randomizzati, nonostante la loro breve durata, si è evidenziato che le statine aumentano l’incidenza di cancro, specialmente negli anziani e nelle donne. In queste situazioni, la diminuzione della mortalità cardiovascolare può essere accompagnata da un aumento della mortalità per cancro della stessa entità, lasciando così invariata la mortalità complessiva. Inoltre è stato rilevato che le statine interferiscono con l’immunoterapia per il cancro. Un trattamento farmacologico preventivo che induca una riduzione di eventi cardiovascolari pur senza influenzare la mortalità totale potrebbe essere giustificato, ma se dovesse cagionare un’aumentata incidenza di cancro sarebbe difficilmente accettabile. Si devono pertanto soppesare accuratamente rischi e benefici globali del trattamento.
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