TY  -  JOUR
AU  -  Gentili, Nicola
AU  -  Danesi, Valentina
AU  -  Gaggeri, Raffaella
AU  -  Tessarini, Riccardo
AU  -  Nanni, Oriana
AU  -  Rizzo, Maria Livia
AU  -  Ehsani, Sara
AU  -  Fregonara, Mario
AU  -  Farina, Martina
AU  -  Mignatti, Valeria
AU  -  Andalò, Alice
AU  -  Bugani, Valentina
AU  -  Montomoli, Jonathan
AU  -  Zingaretti, Chiara
AU  -  Balboni, Sandra
AU  -  Simonetti, Giorgia
AU  -  Bignami, Manuela
AU  -  Vespignani, Roberto
AU  -  Normanno, Nicola
AU  -  Marchesi, Cristina
AU  -  Rosticci, Martina
AU  -  Massa, Ilaria
T1  -  Position paper sul trattamento dei dati personali nella ricerca clinica e d’esito
PY  -  2026
Y1  -  2026-10-01
DO  -  10.1701/4781.48067
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  117
IS  -  10
SP  -  460
EP  -  467
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/10/06
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/4781.48067
N2  -  Il presente position paper esamina il valore strategico dei dati clinici e della ricerca per il Servizio sanitario nazionale, con un focus specifico sul duplice mandato degli Irccs e sul ruolo fondamentale delle Aziende sanitarie come custodi di vasti bacini di dati real world. Sebbene il quadro normativo europeo – rappresentato dal Gdpr (art. 89) e dall’imminente Spazio europeo dei dati sanitari – e quello nazionale (art. 110 del Codice Privacy) definiscano le basi giuridiche per l’uso secondario dei dati a fini scientifici, persiste un profondo divario tra le potenzialità del patrimonio informativo e la sua effettiva valorizzazione. Il documento, frutto di un tavolo multidisciplinare che include ricercatori, legali, decisori, Data protection officer, membri dei Comitati Etici e rappresentanti dei pazienti, analizza le criticità operative attuali e propone tre direttrici di intervento prioritarie. In primo luogo, emerge la necessità di sistematizzare la governance della ricerca per ottimizzare l’impiego delle risorse. Questo obiettivo può essere raggiunto integrando la privacy by design, promuovendo l’adozione di standard di interoperabilità e di modelli di analisi federata. In secondo luogo, il paper esorta a perseguire la trasparenza radicale dei processi gestionali, superando il paradigma inefficace della “security through obscurity” a favore di architetture verificabili e di una tracciabilità chiara dei flussi informativi. Infine, si raccomanda lo sviluppo sistematico della funzione di data stewardship. Intesa non come mero presidio burocratico, ma come mentorship e consulenza di alto livello, tale funzione è essenziale per raccordare le esigenze scientifiche dei ricercatori con i requisiti di conformità normativa. In conclusione, la protezione dei dati personali non deve essere concepita come un ostacolo al progresso biomedico, ma come una cornice abilitante, fondata su una responsabilità condivisa che tutela i diritti dei pazienti e qualifica l’eccellenza della ricerca.
ER  -   
