TY  -  JOUR
AU  -  Venneri, Lucia
AU  -  Foffa, Ilenia
AU  -  Sicari, Rosa
T1  -  Il carcinoma papillare della tiroide in uno di noi
PY  -  2009
Y1  -  2009-02-01
DO  -  10.1701/411.4872
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  100
IS  -  2
SP  -  80
EP  -  83
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/03/13
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/411.4872
N2  -  Il caso presentato è quello di una cardiologa specialista in elettrofisiologia che sviluppa a 52 anni carcinoma multifocale papillare della tiroide, dopo 16 anni di esposizione in sala di cateterismo con dose cumulativa di 56 milliSievert (mSv), corrispondente a circa 2800 radiografie del torace. La paziente era anche portatrice di 2 polimorfismi genetici (geni XRCC1 e XRCC3) associati a maggiore vulnerabilità al radio danno. Il livello di esposizione, la sede e il tipo di cancro, e il genotipo vulnerabile fanno ritenere molto probabile il legame tra esposizione radiologica professionale e cancro. La diligenza radioprotezionistica e l’ottimizzazione di dose sono essenziali per minimizzare il potenziale di danno nel personale a rischio. La scrupolosità nell’indossare il dosimetro è poi essenziale per l’eventuale rivalsa assicurativa, perché è la dose riportata che stabilisce il nesso causale tra esposizione e danno.
ER  -   
