TY  -  JOUR
AU  -  Renna, Sara
AU  -  Orlando, Ambrogio
AU  -  Orlando, Rosalba
AU  -  Cottone, Mario
T1  -  Ricadute cliniche e recidive endoscopiche post-operatorie della malattia di Crohn. Attuali problemi
PY  -  2009
Y1  -  2009-10-01
DO  -  10.1701/456.5383
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  100
IS  -  10
SP  -  469
EP  -  478
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/456.5383
N2  -  La malattia di Crohn è una patologia infiammatoria cronica dell’intestino che nel 70% dei casi richiede un intervento chirurgico a causa della comparsa di complicanze o della non risposta alla terapia medica. Oltre il 70% dei pazienti presenta una recidiva endoscopica ed il 20-30% una ricaduta clinica dopo 1 anno dall’intervento. L’esame endoscopico è considerato il gold standard per la diagnosi della recidiva endoscopica. Il fumo di sigaretta, l’attività di malattia, la localizzazione ileo-colica, la malattia fistolizzante e la giovane età sono considerati i maggiori fattori di rischio per la recidiva post-chirurgica. Differenti approcci terapeutici sono stati valutati allo scopo di prevenirla, con risultati contrastanti. Sebbene per la mesalazina sia stato suggerito un ruolo marginale nella prevenzione della recidiva post-chirurgica, nella pratica clinica rimane ad oggi il trattamento di prima linea. Nonostante le limitate evidenze, la terapia immunosoppressiva sta diventando una indicazione sempre più frequente nella gestione post-operatoria di pazienti ad elevato rischio di recidiva, con sintomi severi o gravi lesioni endoscopiche precoci. Per quanto riguarda l’efficacia preventiva delle terapie biologiche, sono necessarie ulteriori evidenze.
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