TY  -  JOUR
AU  -  Spoladore, Roberto
AU  -  Fragasso, Gabriele
AU  -  Montanaro, Claudia
AU  -  Maranta, Francesco
AU  -  Torlasco, Camilla
AU  -  Gerosa, Stefano
AU  -  Margonato, Alberto
T1  -  Beta-bloccanti e sistema cardiovascolare: attuali acquisizioni e controversie
PY  -  2010
Y1  -  2010-11-01
DO  -  10.1701/526.6286
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  101
IS  -  11
SP  -  429
EP  -  441
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/526.6286
N2  -  Vengono sintetizzate le più recenti acquisizioni e controversie sull’uso dei beta-bloccanti in ambito cardiovascolare. I beta-bloccanti sono inibitori competitivi delle catecolamine e esplicano la loro azione attraverso il blocco dei recettori alfa e beta adrenergici. I vari beta-bloccanti hanno maggiore o minore selettività per i recettori alfa, beta e i loro sottotipi (beta 1, beta 2, beta3), con andamento dose-dipendente. La maggior parte degli effetti terapeutici dei beta-bloccanti si estrinseca a livello cardiovascolare, dove agiscono come cronotropi e inotropi negativi, cioè tendono a ridurre il lavoro cardiaco migliorando il rapporto tra domanda e apporto di ossigeno. Le indicazioni cliniche sono molteplici. Per le loro proprietà anti-ischemiche i beta-bloccanti trovano impiego come farmaci antianginosi e nel trattamento dell’infarto acuto e del post-infarto, dove riducono la mortalità totale e cardiovascolare. Nell’insufficienza cardiaca sono indicati in associazione agli ACE inibitori al fine di ridurre la mortalità e la progressione dello scompenso. Grazie alla riduzione della frequenza e dell’automaticità del nodo del seno e alla depressione della conduzione atrioventricolare, i beta-bloccanti sono efficaci nel trattamento e nella prevenzione delle recidive di tachicardie atriali focali e tachicardie parossistiche sopraventricolari; sono inoltre efficaci nella prevenzione della morte cardiaca improvvisa e nel controllo di tachicardie ventricolari associate ad attivazione simpatica. Non c’è ad oggi indicazione all’utilizzo dei beta-bloccanti come prima scelta nell’ipertensione arteriosa primaria. Attualmente è aperto il dibattito sulle diverse modificazioni metaboliche indotte dai beta-bloccanti selettivi o non selettivi. In conclusione, i beta-bloccanti presentano chiara indicazione al trattamento di molteplici patologie cardiache. Ulteriori studi sono necessari per approfondire la conoscenza degli effetti cardiaci e periferici dei vari beta-bloccanti in relazione alla loro selettività.
ER  -   
