TY  -  JOUR
AU  -  La Falce, Sabrina
AU  -  Arpesella, Giorgio
AU  -  Gherardi, Sonia
AU  -  Bombardini, Tonino
AU  -  Picano, Eugenio
T1  -  Reclutamento di cuore di donatori “anziani” con ecostress farmacologico. Descrizione di un caso
PY  -  2011
Y1  -  2011-05-01
DO  -  10.1701/659.7670
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  102
IS  -  5
SP  -  207
EP  -  211
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/06/11
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/659.7670
N2  -  Introduzione. Il trapianto di cuore rappresenta un’opzione terapeutica per i casi di scompenso cardiaco che non rispondono alla terapia medica. Per far fronte al numero insufficiente di donatori di cuore, si dovrebbe cercare di studiare i cuori dei potenziali donatori “anziani” per valutare la presenza o meno di cardiomiopatia iniziale o coronaropatia funzionalmente significativa, in modo da escludere i donatori con storia di cardiopatia. Un modo semplice per far questo potrebbe essere l’ecocardiografia da stress. Caso clinico. Un donatore marginale (donna di 57 anni definita in morte cerebrale, in base ai criteri medico-legali) è stato sottoposto a ecostress transesofageo con dipiridamolo (protocollo accelerato di 6 minuti) per escludere la presenza di una cardiopatia o coronaropatia di grado moderato o severo. La cinetica regionale (wall motion) era normale, a riposo e al picco dello stress, senza segni di ischemia inducibile da stress, e non si evidenziava una disfunzione miocardica latente. Il cuore del donatore marginale è stato, così, trapiantato in un ricevente marginale per comorbidità (uomo di 63 anni con mieloma multiplo e amiloidosi cardiaca, insufficienza cardiaca cronica severa, classe NYHA IV). Il cuore trapiantato è stato valutato normale, per dimensioni e funzione ventricolare, all’eco transtoracico eseguito in settima giornata dal trapianto. La presenza di coronaropatia è stata, poi, esclusa alla coronarografia un mese dopo il trapianto. Conclusioni. Per la prima volta l’ecostress è stato usato con successo per la selezione di cuori ancora “troppo buoni per morire”, rappresentando, così, un modo critico per risolvere il problema del mismatch esistente tra bisogno di donatori e loro disponibilità.
ER  -   
