Riassunto. Il trattamento del carcinoma mammario triplo negativo metastatico (mTNBC) nella popolazione anziana rappresenta una sfida clinica, poiché richiede un equilibrio tra efficacia terapeutica, tossicità associata alla terapia, e mantenimento dello stato funzionale. La valutazione geriatrica multidimensionale (CGA) costituisce uno strumento fondamentale per definire lo stato di fragilità del paziente e guidare la personalizzazione del trattamento nel tempo. Presentiamo il caso di una donna di 78 anni, portatrice di mutazione germinale patogenetica del gene BRCA2, affetta da mTNBC Ligando di Morte Programmata 1 (PDL1)- positivo. Dopo progressione durante trattamento di prima linea con paclitaxel e pembrolizumab, la paziente ha iniziato terapia con sacituzumab govitecan. La comparsa di tossicità clinicamente rilevanti ha richiesto una rivalutazione geriatrica, che ha evidenziato il passaggio da un profilo “fit” a uno “vulnerabile”, portando all’attivazione di interventi multidisciplinari e una progressiva personalizzazione del trattamento attraverso riduzioni posologiche e misure di supporto. Tale strategia ha permesso il recupero dello stato funzionale, il mantenimento della qualità di vita e un beneficio clinico prolungato. In presenza di oligoprogressione mammaria, il trattamento sistemico è stato mantenuto associando radioterapia stereotassica sulla sede di progressione. Questo caso sottolinea il valore della CGA come strumento dinamico nella gestione delle pazienti anziane con mTNBC, dimostrando come la personalizzazione terapeutica possa consentire di preservare l’efficacia del trattamento e l’autonomia della paziente.