Nei pazienti con artrosi del ginocchio un programma online autogestito di Tai Chi può ridurre il dolore e migliorare la funzionalità

In patients with knee osteoarthritis, a self-managed online Tai Chi program may reduce pain and improve function.

MARIO LUCIANO1, ALLEN F. SHAUGHNESSY2, PETER K. KUROTSCHKA3

1Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate, Manager dello Sport, Modena; 2Department of Family Medicine, Tufts University School of Medicine, Boston, Massachusetts, Usa; 3Department of General practice, University Hospital Würzburg, Germany.

La rubrica POEMs è a cura di Peter K. Kurotschka (Department of General Practice, University Hospital Würzburg, Germany).

Domanda clinica. Un programma di Tai Chi online autogestito è efficace per ridurre il dolore e migliorare la funzionalità in persone con artrosi del ginocchio?

Punto chiave. Fornire ai pazienti materiale educativo/informativo sull’osteoartrosi (OA) insieme a un corso online di Tai Chi di 12 settimane ha portato a una riduzione del dolore e a un miglioramento della funzionalità, rispetto alla sola educazione/informazione sull’argomento.

Assegnazione ai gruppi: nascosta.

Fonte di finanziamento: pubblico.

Disegno dello studio: studio clinico randomizzato e controllato (non in cieco).

Livello di evidenza: 1b.

Contesto: ambulatoriale (qualsiasi).

Sinossi. Nella popolazione generale, l’OA è uno dei disturbi osteoarticolari con maggiore diffusione1.

Le principali tipologie di trattamento non chirurgico per l’OA del ginocchio comprendono informazione ed educazione sull’OA e programmi strutturati di esercizi, con o senza gestione del peso2. L’efficacia e la sicurezza di questa tipologia di intervento è a oggi ampiamente riconosciuta3; pertanto l’intervento chirurgico andrebbe considerato solo per coloro i quali non hanno risposto appropriatamente a questa tipologia di interventi meno invasivi4.

In questo nuovo studio5, i ricercatori hanno reclutato tramite pubblicità 178 adulti (età media 61 anni, il 74% del campione era di sesso femminile), che presentavano dolore al ginocchio per la maggior parte dei giorni del mese precedente, con un’intensità del dolore pari o superiore a 4 su una scala di 11 punti e una storia di dolore al ginocchio di durata pari o superiore a 3 mesi. I partecipanti, inoltre, dovevano disporre di un accesso a Internet e, presumibilmente, una certa dimestichezza con il suo utilizzo.

I partecipanti sono quindi stati randomizzati, mediante assegnazione in cieco, per essere indirizzati via e-mail a un sito web che offriva un programma di Tai Chi di 12 settimane o a un sito web con informazioni generali sull’OA del ginocchio e sull’esercizio fisico, ma senza alcun riferimento al Tai Chi. Il sito web dedicato al Tai Chi conteneva le stesse informazioni, ma integrava una serie di video da guardare e seguire 3 volte a settimana per 12 settimane, insieme a un’app per smartphone per monitorare i progressi del programma di esercizi.
L’analisi è stata condotta secondo il principio dell’intention-to-treat*. L’adesione allo studio è stata elevata, con il 92% dei partecipanti assegnati al gruppo di Tai Chi che ha completato il questionario, lo strumento di rilevazione principale di questa ricerca. Complessivamente, i pazienti del gruppo del Tai Chi hanno riportato un miglioramento maggiore del dolore al ginocchio, con una percentuale significativamente più alta (73% contro 47%; p=0,007) che ha raggiunto una differenza minima clinicamente importante nei punteggi del dolore e nella funzionalità (72% contro 52%; p=0,007) grazie all’intervento.

Contesto italiano. Data la presumibile assenza di effetti avversi, il basso costo, se confrontato con interventi fisioterapici e chirurgici, e la conseguente scalabilità di un intervento di Tai Chi online, un tale intervento potrebbe essere studiato e facilmente proposto nelle cure primarie anche in Italia.

Note

*Il principio dell’intention-to-treat prevede che i partecipanti a uno studio clinico vengano analizzati nel gruppo a cui sono stati inizialmente randomizzati, indipendentemente dal fatto che abbiano seguito effettivamente il trattamento assegnato. Al contrario, l’analisi per protocollo considera solo i partecipanti che hanno aderito completamente al protocollo dello studio.

L’analisi per intention-to-treat è considerata il gold standard negli Rct perché mantiene i benefici della randomizzazione, evitando bias introdotti da cambiamenti nei gruppi e riflette meglio l’efficacia del trattamento nel “mondo reale”, dove l’aderenza non è sempre perfetta.

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Bibliografia

1. Courties A, Kouki I, Soliman N, Mathieu S, Sellam J. Osteoarthritis year in review 2024: epidemiology and therapy. Osteoarthritis Cartilage 2024; 32: 1397-404.

2. Bannuru RR, Osani MC, Vaysbrot EE, et al. OARSI guidelines for the non-surgical management of knee, hip, and polyarticular osteoarthritis. Osteoarthritis Cartilage 2019; 27: 1578-89.

3. Raposo F, Ramos M, Lúcia Cruz A. Effects of exercise on knee osteoarthritis: a systematic review. Musculoskeletal Care 2021; 19: 399-435.

4. Hunter DJ, Bierma-Zeinstra S. Osteoarthritis. Lancet 2019; 393: 1745-59.

5. Zhu SJ, Hinman RS, Nelligan RK, et al. Online unsupervised tai chi intervention for knee pain and function in people with knee osteoarthritis: The RETREAT randomized clinical trial. JAMA Intern Med 2026; 186: 15-25.