La chiave per un colloquio efficace sull’accesso ai media digitali è la discussione con le famiglie e l’allentamento di regole rigide

The key to a successful counselling about access to digital media lies in talking to families and relaxing strict rules

DANIELE FERRARI1, MARK H. EBELL2

1Scuola di formazione specifica in Medicina generale di Trento, Italia; 2Department of Family medicine, College of Human Medicine, Michigan State University, East Lansing, Michigan, Usa.

La rubrica POEMs è a cura di Peter K. Kurotschka (Department of General Practice, University Hospital Würzburg, Germany).

Domanda clinica. In che modo i medici dovrebbero consigliare i genitori riguardo all’uso dei media digitali da parte dei propri figli?

Punto chiave. Riconoscendo l’onnipresenza dell’ecosistema digitale in cui tutti ci troviamo, questa serie di linee guida dell’American Academy of Pediatrics si discosta dai limiti imposti al tempo trascorso davanti allo schermo e fornisce indicazioni pratiche e articolate per aiutare i medici a supportare i genitori nella gestione dell’uso dei media da parte dei bambini. La chiave sta nella curiosità, piuttosto che nella rigidità. Gli autori incoraggiano un dialogo continuo anziché regole rigide, per aiutare le famiglie a imparare a gestire il proprio mondo digitale. Immaginiamo che alcune di queste indicazioni saranno utili anche a chi di noi sta cercando di gestire la propria interazione con i media.

Finanziamento: fondazione.

Disegno dello studio: linea guida.

Livello di evidenza: 5 (linea guida).

Setting: vario.

Sinossi. Negli ultimi anni, è divenuta sempre più solida l’evidenza di conseguenze negative derivanti dall’accesso inappropriato ai media digitali sullo sviluppo dei bambini e degli adolescenti1. Si sono quindi moltiplicate nel tempo le pubblicazioni delle società scientifiche sul tema, per fornire indicazioni chiare e congiunte alle famiglie.

La presente dichiarazione programmatica2, che costituisce più un insieme di principi organizzativi che una serie di linee guida, riflette le informazioni disponibili, che sono incomplete, e il giudizio clinico di un gruppo di pediatri statunitensi. Il gruppo amplia la propria visione oltre le semplici regole relative al “tempo trascorso davanti allo schermo”, il che è positivo, e riconosce che i media digitali possono essere utili per lo sviluppo dei bambini. Per quanto riguarda il comportamento che i medici dovrebbero adottare nel fornire consigli ai genitori, il gruppo suggerisce di indirizzare genitori e bambini verso contenuti multimediali di alta qualità. Suggeriscono di mostrare curiosità nei confronti di ciò che bambini e adolescenti incontrano online. Nello specifico, gli autori propongono di utilizzare le “5 C”: Bambino, Contenuto, Calma, Sostituzione (dello schermo con altre attività) e Comunicazione per orientare le conversazioni. Riconoscendo indirettamente che i divieti precedentemente promulgati hanno indotto un senso di colpa nei genitori, suggeriscono invece che i genitori siano costantemente coinvolti con i propri figli e con il loro uso dei media digitali. Suggeriscono di offrire una guida a genitori e figli su come gli algoritmi regolano i contenuti che vedono, disattivando la riproduzione automatica sulle piattaforme di streaming video, spegnendo i dispositivi durante la notte e promuovendo conversazioni tra genitori e figli su come i bambini possano decidere quando hanno finito con i media digitali, in particolare i giochi. La policy completa contiene molte informazioni utili.

Contesto italiano. In modo simile al resto del mondo, anche in Italia la salute digitale è diventata argomento di spicco tra le società scientifiche. La Società italiana di pediatria (Sip) ha elaborato delle indicazioni già nel 2018 e, più recentemente, nel 2025 in base agli aggiornamenti presenti in letteratura medica3. Nonostante la permanenza di suggerimenti sulla durata sullo schermo, viene riconosciuta l’importanza di responsabilizzare il genitore affinché diventi guida e compagno di viaggio nella fruizione dei contenuti digitali. Il modello educativo americano delle 5 C trova risonanza in quello italiano, che potremmo chiamare delle 7 P:

1. Posticipare l’accesso autonomo agli strumenti digitali;

2. Proteggere i bambini dai contenuti non adeguati;

3. Preservare la presenza e il dialogo tra genitori e figli;

4. Porre regole chiare sull’uso dei dispositivi;

5. Promuovere esperienze reali di gioco, movimento e socialità;

6. Prevenire i rischi legati all’uso eccessivo o non guidato del digitale;

7. Partecipare attivamente alla vita digitale dei figli.

Una selezione di POEMs è gratuitamente concessa a Il Pensiero Scientifico Editore da Wiley-Blackwell Inc. È possibile abbonarsi alla newsletter Va’ Pensiero per ricevere i POEMs del mese in lingua italiana direttamente sul proprio indirizzo e-mail (https://pensiero.it/ va-pensiero).

Per avere accesso a tutti i POEMs in lingua inglese e ad altre risorse per un aggiornamento professionale basato sulle evidenze, quelle che vale la pena conoscere, informati su Essential Evidence Plus (https:// EssentialEvidencePlus.com).

Bibliografia

1. Teague S, Somoray K, Shatte A, et al. Digital media use and child health and development: a systematic review and meta-analysis. JAMA Pediatr 2026; 180: 510-7.

2. Munzer T, Parga-Belinkie J, Milkovich LM, et al.; Council on Communications and Media. Digital ecosystems, children, and adolescents: policy statement. Pediatrics 2026; 157: e2025075320.

3. Società italiana di pediatria. Il bambino digitale. Pediatria 2025; (11-12). Disponibile su: https://sip.it/il-bambino-digitale/ [ultimo accesso 15 giugno 2026].