La terapia cellulare con CAR-T ha rivoluzionato la terapia di seconda linea del paziente affetto da linfoma a grandi cellule B refrattario/ricaduto entro 12 mesi, dimostrando una netta superiorità sia in termini di tasso di risposta sia di sopravvivenza rispetto alla chemioterapia di salvataggio seguita dal trapianto di cellule staminali autologhe (auto-SCT). In questo setting, la terapia CAR-T sembra superare anche la prognosi infausta determinata dalla diagnosi di linfoma ad alto grado (HGBCL) come dimostrato sia dagli studi clinici sia da dati di real-world, modificando l’outcome di una popolazione di pazienti altrimenti privi di valide alternative terapeutiche. La diagnosi di HGBCL e una mancata risposta completa alla rivalutazione intermedia in corso di prima linea di terapia devono indirizzare verso un programma CAR-T, permettendo un referral precoce e quindi un accesso rapido alla terapia cellulare, impattando sull’outcome della stessa.