Esca lei, per piacere


Improvvisamente sentii che occorreva tornare, pagai, presi soprabito e cappello e uscii in fretta. Tornai all’ospedale sotto la pioggia.
Nell’anticamera di Catherine incontrai l’infermiera.
«Proprio ora avevo cercato di lei all’albergo,» disse.
Sentii che qualche cosa cadeva dentro di me.
«Che succede di male?» domandai.
«La signora ha avuto un’emorragia.»
«Non posso entrare da lei?»
«No, non ancora. C’è il dottore.»
«E grave?»
«Molto.»
Entrò nella stanza e richiuse la porta. Sedetti in anticamera. Tutto si perdeva e non pensavo e non potevo pensare. Sapevo che Catherine moriva e pregavo che non morisse. Non lasciare che muoia, Dio per carità non farla morire; farò qualche cosa per te se non la lasci morire. Per, piacere, per piacere mio Dio non farla morire. Dio non farla morire. […]

Aspettai in anticamera. Aspettai molto tempo. Poi l’infermiera si affacciò sulla porta e si avvicinò. «Ho paura che la signora stia molto male,» disse. «Ho paura per la sua vita.»
«È già morta?»
«No. Ma non ha più coscienza.»
Le emorragie si erano succedute continuamente e non si era riusciti più ad arrestarle. Entrai nella stanza. Restai con Catherine finché morì. Non ritornò in coscienza. Per lei non fu lungo morire.

In anticamera incontrai il dottore.
«Devo far qualche cosa stanotte?» gli domandai.
«No,» rispose. «Posso accompagnarla all’albergo?»
«No, grazie. Resterò un poco qui.»
«So che non si può dir niente. Io non riesco a dirle ...»
«No, lasci,» risposi. «Non c’è niente da dire.»
«Cerchi di riposare. Proprio non posso accompagnarla all’albergo?»
«No, grazie.»
«Era la sola cosa da tentare,» disse. «Ed è stato provato dall’operazione ...»
«Non posso parlare di questo. Mi scusi.»
«Mi farebbe bene d’accompagnarla all’albergo.»
«No, grazie.»
Si allontanò. Mi affacciai alla stanza.
«Adesso non si può entrare,» disse una delle infermiere.
«Sí, io posso entrare,» risposi.
«Per il momento non può.»
«Esca lei, per piacere. Ed anche la sua compagna.»
Ma dopo che le ebbi accompagnate fuori ed ebbi chiusa la porta e spenta la luce non provai sollievo, era vano di salutare una statua; uscii e lasciai l’ospedale tornando all’albergo sotto la pioggia.